giovedì 31 gennaio 2008

La prossima volta non programmo niente che viene bene lo stesso

Prima che inizi un altro weekend, è il caso che ti racconti quello prcedente. La settimana di orientamento si è conclusa venerdì scorso con l'ultimo meeting su come rimanere legalmente negli USA (vedi articolo sul giornale!). Con Margherita eravamo d’accordo di andare a NY già venerdì perché la sua famiglia era in montagna e Michela rimaneva lì fino a tardi, ma anche il mio incontro è finito tardi quindi ho preso l'autobus per andare a Newburgh alle 18 presentandomi alla stazione dei bus di un'altra linea con largo anticipo dato che non ero sicura della fermata. Viaggio al buio, nel vero senso della parola: strade buie e niente luce nell'autobus, ero sola e dentro di me speravo che l'autista mi portasse davvero dove volevo andare. Sospiro di sollievo, ma come arrivo a destinazione subito la brutta notizia: Margherita mi chiede se Michela mi aveva detto niente della mamma. 5 secondi di gelo e in quella minuscola frazione di tempo le ho pensate tutte, ma poi ho detto quale mamma? di chi? Così mi è scappato un altro sospiro di sollievo quando ho saputo che la mamma in ospedale era la sua. Siamo passate a trovarla e non sta granché bene, ma quando al ritorno la macchina ha deviato la via di casa, la serata ha preso un'altra piega; siamo andate a cena io e lei in un ristorante italiano, carinissimo, un’ottima bistecca con un bicchiere di vino rosso che ci stava bene come il "cacio sui maccheroni" per la modica somma di 68$ (pagato io) più 2$ di mancia. Che signora.. Ci raggiunge Maritza, un'amica portoricana che sta con uno pieno di soldi; il tipo vende le case a NY e lì le commissioni di vendita sono del 7%.. stanno insieme da pochissimo, lui, non bello, la riempie di regali costosi e noi abbiamo approfittato della sua generosità, ma soprattutto della sua casa nel Queens, per organizzare il sabato. Il programma era: partenza ore 18.30, cena, locale a NY (con altissima probabilità che avrebbe pagato tutto il boyfriend dato che eravamo sue ospiti) e ritorno la domenica mattina perchè Maritza doveva lavorare. Dopo cena mi hanno portato al casinò in un paesino che dal nome sembra italiano Monticello, ma di casinò aveva solo il portiere e il parcheggiatore: niente croupier, niente chemin de fer solo una gran distesa di macchinette che fanno le scommesse che in Italia troviamo in qualsiasi bar e che qui chiamano gamble. E io che pensavo di non essere vestita bene.. Intanto Michela ci aveva detto di aver perso l'autobus per tornare a Newburgh così ha preso il treno che l'ha lasciata a 5-6 Km da casa e da lì il taxi, dato che non potevamo andare a prenderla. Una volta a casa, ci siamo addormentate tutte e 3 sul divano, io vestita. Il sabato volevo andare a NY, ma io e Michy ce la siamo presa molto comoda cioè sveglia tardi, in pigiama fino alle 11, doccia, capelli, finchè sono arrivate le 16 e abbiamo pensato di risparmiarci i soldi di almeno un viaggio e andare a NY con Maritza e Margherita che avrebbero preso la macchina per poi rimanere tutta la domenica. Gasatissime per la prima notte nella City, alle 17 Margherita ci dice che il tipo non stava bene e che non saremmo andate.. Noooooooo! Perdermi la giornata così non mi andava proprio, ma ormai dovevamo metterci una pezza e di stare a casa proprio non mi andava. Ma la beffa era che dopo un po’ abbiamo saputo che era tutta una finta e non ho ancora capito il motivo. Quindi abbiamo rimpiazzato New York con una cena da Schlessinger's un cigar bar (appena messo piede lì è stato come se non mi fossi mai fatta ne' la doccia ne' i capelli per la puzza di fumo che c'era). Dovevamo essere noi 5 ma il tavolo si è riempito di donne tutte amiche di Margherita o Maritza. Per fortuna tutto è stato gentilmente offerto da chi con i soldi non sa che farci per quanti ne ha, e non solo la cena, anche il dopo. E anche quella sera ho dormito sul divano, ma il più ubriaco era il riccone che non stava neanche in piedi e ha cominciato a fare i numeri. Domenica più stralunata che mai, c’era il sole ma sarei rimasta in pigiama tutto il giorno; ma no, cacchio, era da venerdì che dovevo andare a NY! anche se abbiamo perso un paio di autobus prima di prendere quello delle 15, ce l’abbiamo fatta e Margherita è venuta con noi! In realtà sembrava che fossimo noi a potarla in giro per la città invece che lei. Stavolta però siamo andate a China Town e Little Italy dove abbiamo mangiato (male), dopodichè siamo letteralmente corse a vedere uno spettacolo fichissimo di danza al John Jay College. Per la prima volta ho preso subway senza perdermi e cab per raggiungere il teatro perché eravamo in ritardassimo. Ho avuto anche la fortuna di vedere questo cantante famoso (se non me lo diceva Michy non spevo nemmeno chi fosse!) un certo Ryan Lesile. I ballerini ballavano solo sulle sue canzoni e alla fine è salito sul palco e ha cantato un pezzo. Che bella atmosfera, come al solito l’emozione si sfoga in pianto tutte le volte che assisto all’inizio di uno spettacolo di danza, e che danza! Si lo so che sembro scema, ma mi succede quasi sempre così, e dico quasi sempre perché proprio ieri sono andata ad uno spettacolo di breakdance qui in campus e se mi fosse venuto da piangere era solo perché faceva schifo.. per fortuna non si pagava.

Questo weekend MoMa e Musical.. riuscirà ad andare tutto liscio??

martedì 29 gennaio 2008

2 settimane in America e gia' una Starrrrr!

Prima di raccontarti il weekend devo assolutamente dirti che venerdi' durante l'ultimo incontro della settimana di orientamento, cioe' quello dedicato alla legale permanenza negli USA, siamo stati intervistati da un reporter locale. Si chiama Kyle, avra' si e no 25 anni, un po' sfigatello e lavora a Kingston per il Daily Freeman, un quotidiano locale. Con lui c'era anche un fotografo. Ha cominciato a fare domande a quasi tutti gli studenti internazionali, e quando e' toccato a me abbiamo parlato per almeno 15 minuti e mi ha chiesto le impressioni sugli States e i motivi della mia permanenza.
Ma perche' raccontarti tutto qui..? vai a visitare la web page www.dailyfreeman.com e leggi con i tuoi occhi..!!! Ha citato nome, cognome, eta' e indirizzo di studi..
Mi hanno dato la prima pagina!!!! Quando ho visto l'articolo avevo notato solo una piccola foto di altri studenti internazionali, alzo gli occhi e vedo il mio profilo a meta' pagina.. (ehw!)
Prova a visitare il sito, anche se domani sicuramente toglieranno l'articolo dalle prime pagine prova a fare una ricerca digitando, Suny New Paltz o addirittura Paola Di Felice!!!!!!
http://www.dailyfreeman.com/site/news.asp?brd=1769
http://www.dailyfreeman.com/site/news.cfm?newsid=19240513&BRD=1769&PAG=461&dept_id=74969&rfi=6

mercoledì 23 gennaio 2008

Gelato Party


Oggi sono iniziate le lezioni: avrò capito poco più dl 50% di ciò che dicevano i prof e ancora meno la prof di PR che parla in slang. Forse qualche corso lo cambierò, non ho più voglia di sbattermi, quel che è dato è dato.. per la prima volta a mensa ho sentito l'atmosfera dei film americani sui teen ager: che figata, c'era un sacco di gente (per fortuna il campus si è cominciato a popolare di studenti) tutti con i vassoi con gli hamburger e il cartoncino di latte. Nel pomeriggio libero dopo le lezioni sono riuscita a fare diverse cioè andare in biblioteca a prendere un libro di grammatica inglese, ho noleggiato il video 10 things I hate about you, ho cambiato il piano mensa, poi sono andata alla libreria del campus per vedere se c'era il libro di advertising strategy e sono svenuta: libro USATO 128$, nuovo 168$. Non è come all'università a Pesaro che c'era l'omino delle fotocopie o al massimo recuperavi il libro in biblio e te lo fotocopiavi; in biblioteca qui a SUNY mi hanno detto che non tengono i libri delle materie universitarie ma bisogna comprarseli. Dopodichè sono andata al minimarket in centro a comprare 2 birre; eggià, dopo l'ok dei capi del college mi sono proprio fiondata e anche lì mi hanno chiesto il documento. Però, 2 Bud in lattina da 1 litro solo 2.89$: stasera ne ho divisa una con la compagna di stanza e solo dopo ho saputo del gelato party. Dopo la birra non è il massimo, ma sono andata comunque nella lounge room per fare due chiacchiere quasi in pigiama, tanto qui sembra un pigiama party 24h su 24h; così ho conosciuto Colin il responsabile dei ragazzi e Jesse, il capo dei capi del college, un fico da paura già sposato alla spaventosa età di 26-27 anni, solo che nessuno ha mai visto la moglie; sarà vero o è una copertura per non attirare più ragazze di quelle che ci provano comunque pur sapendo che è sposato? o magari e gay? o magari si è dovuto sposare per forza perchè aveva messo incinta la ragazza? Resta comunque un bel fico ed è il primo meritevole che ho visto qui tra tanti musi gialli, neri e turchi.
Anche oggi ho fatto colazione e merenda, nel senso che ho pranzato/cenato alle 17. Cenando a quell'ora, alle 20 mi sembra già mezzanotte passata; ho un po' paura di diventare obesa come molte ragazze qui anche se ce ne sono certe bellissime. Da domani palestra: al campus c'è un bellissimo centro sportivo, con piscina, sale pesi, corsi vari ed è tutto gratis per gli studenti. Spero di essere costante. Sono le 22.45 qui, c'è un freddo tagliente e la gente va in giro mezza nuda e proprio adesso ho visto persone pattinare sul laghetto ghiacciato proprio davanti alla mia stanza. A volte mi piace molto qui, è folkloristico, pensa che la mattina mi svegliano le papere che, non so come, nuotano nella parte non congelata dl laghetto. E poi gli scoiattoli, sono meravigliosi, tutti grigi e grassi con delle code pelosissime e te li vedi arrampicare sugli alberi guardandoti in attesa di cibo. Mi danno un'emozione unica e mi fanno pensare alla mia micina che ho paura non mi riconosca più. Se ci penso mi sento male, forse è l'unica mancanza che ho di casa perchè in fondo i miei li sento per telefono ma con lei il contatto è fisico: le carezze, le leccate sul mio naso, i morsi e il dormire insieme.. Meglio dormirci su, magari la sogno..

Back to real life

La settimana di orientamento per i nuovi studenti e' iniziata lo stesso venerdi', e sabato la prima "gita". Dove? Al centro commerciale naturalmente. Mattina libera e appuntamento alle 13 per andare a comprare lenzuola, cuscini, coperte, lampade ecc. per sistemare la camera. Io ero gia' quasi a posto perche' la biancheria da letto l'avevo comprata a Newburgh qualche giorno prima, quindi ho fatto un giro per i negozi e la prima cosa che ho comprato e' stata un cellulare col numero americano per parlare con mia sorella ed il resto della famiglia qui. Nemmeno 34 dollari per un cellulare LG bianco, carino e semplice senza tanti accessori ed una scheda Virgin Mobile prepagata da 20$. Uscita dal negozio suona l'allarme perche' la commessa non aveva tolto l'antitaccheggio, che figura! Ma il tipo della sicurezza si e' fidato, ha giusto dato un'occhiata a cosa avevo comprato e mi ha lasciato andare senza problemi, forse era capitato altre volte, ma in qualsiasi negozio sono entrata in seguito ha sempre suonato l'allarme e io facevo la gnorry.. mica scappavo, se volevano controllare non avevo niente da nascondere, avevo tenuto anche tutti gli scontrini..
Ho fatto un giro da H&M, cose molto carine e per niente care, da Macy's cose firmate tipo Ralph Lauren e Calvin Klein ma accessibili, poi da Abercrombie & Fitch e da Victoria's Secret tutti in saldo. Ho addirittura trovato un shampoo miracoloso che in Italia non si trova piu' (il mio parruchiere dice che e' fuori produzione, seee...!!!) e che qui ho pagato molto meno! La domenica era in programma una passeggiata di circa 2 ore a New Paltz: per quanto e' piccola bastava un quarto d'ora, ma Michela mi ha chiamato dicendomi che non sarebbero venuti al College come mi avevano detto il giorno prima ma che mi sarebbero venuti a prendere.. evvai! Non ci potevo credere, mi sono preparata in una lampo e sono andata a Newburgh. Che bello, domenica in famiglia e con il computer per mandare qualche mail! questa si che e' vita!!! La sera sono tornata in prigione e il giorno dopo e' iniziato il vero orientamento e cioe' l'incontro con i tutor, professori, con i responsabili del dormitorio ecc. Ho fatto la Student Card, preso le varie opzioni del piano mensa, cercato informazioni di ogni genere perche' qui sono un po' allo sbaraglio; prima di venire mi avevano detto di segnare i corsi che mi interessavano e una volta qui ho scoperto che ero stata registrata soltanto ai corsi a pagamento (quelli di inglese) e che tra l'altro non mi avevano detto che si pagavano. Ho sudato come una capra nel deserto per cercare gli uffici e correre tra un edificio e l'altro e mi e' capitato che mi rimandassero pi' di una volta nello stesso ufficio: sembravo una pallina da ping pong. Ma le cose sono migliorate: martedi' mi sono registrata per tutti i corsi anche se non ho potuto iscrivermi a tutti quelli che volevo perche' erano gia' completi (che ce l'hanno chiesta a fare la pre-registrazione?) quindi da mercoledi' seguiro' il corso di Advanced Public Relation, Screenwriting, PR Publication e Advetising Strategy, ma sono ancora in tempo a cambiare fino al 29 gennaio. Domenica e' arrivata la mia compagna di stanza: si chiama Eileen e avra' piu' di 40 anni se non addirittura una cinquantina; e' in pensione dai Navy, che non sono i marines, e studia pittura. E' un po' particolare ma molto disponibile e c'e' una cosa che proprio non ho capito di lei: la sera dorme col ventilatore acceso. E' rivolto dalla sua parte ma, cavolo, la notte sento l'aria fresca e il rumore che non concilia proprio il sonno! E poi lei dorma tutta rannicchiata, con la coperta che le copre anche la testa. Ancora non le ho chiesto di spegnerlo perche' non vorrei fare la rompiscatole dato sono appena 2 notti che dormiamo insieme, e poi ho paura che a causa della poca praticita' con la lingua fraintenda i modi. Vedremo, speriamo che lo capisce da sola anche perche' l'altra sera ho dovuto dormire con la cuffia e stamattina mi sono soffiata il naso fortissimo di modo che lo capisca. Proprio ieri sera abbiamo fatto una riunione con Liz la responsabile del dormitorio che ci ha detto che la sua porta sara' sempre aperta, a qualsiasi ora del giorno e della notte per qualsiasi cosa.. adesso ho la mente piu' lucida di quando sono arrivata e mi sono accorta della grande disponibilita' e comprensione da parte di tutte le ragazze del corridoio, per fortuna!
Ma la cosa piu' eccitante e rassicurante e' che finalmente sono riuscita ad ottenere la connessione internat dalla camera!!!! Non ci potevo credere che finalmente potevo avere contatti col mondo esterno, con la vita vera.. E' bastato aspettare martedi' che l'Help Student Desk aprisse per chiedere il cavo da collegare al portatile, facile! e incredibile! ma ancora mi chiedo: perche' mai ci hanno fatto arrivare venerdi' se prima di lunedi' pomeriggio nessuno di noi studenti internazionali e' stato preso in considerazione????

martedì 22 gennaio 2008

SUNY New Paltz

Stavo troppo bene da Margherita: mangiavo quando volevo, 1000 canali TV, internet wifi a disposizione, divano super comodo e caminetto elettrico sempre acceso.. troppo bello per durare. Infatti il fatidico giorno del trasferimento al college, il 18 gennaio, è arrivato con non poca ansia per l'attesa. Mi hanno accompagnato con tutti i bagagli e.. sorpresaaaa!! Tutte le informazioni che avevo tentato di racogliere sul college e la vita in campus universitario le ho trovate sul loro sito, quindi ho rapportato le mie aspettative alle immagini che ho visto sul web: belle camere nuove con bagno, connessione internet a disposizione, illuminazioni varie.. Alle ore 18.30 del 18 gennaio mi sono presentata dove mi avevano detto e cioè all'edificio Capen Hall; l'accoglienza è stata abbastanza calorosa ma eravamo io, mia sorella i miei due zii e 4 deficenti che che avevano organizzato un pizza party in onore dei nuovi studenti. L'orario del check in era dalle 16 alle 20 ma nei paraggi la nuova arrivata ero solo io.. ma dove sono capitata! Ho fatto il check in e mi hanno invitato a tornare per il pizza party avvisandomi che dopo ci sarebbe stata una gran folla. Ok, mi danno la carta per entrare in camera, metto giù le valigie e torno.. mi sono diretta titubante verso il mio dormitorio Scudder Hall, proprio lì vicino; buio e viali deserti.. ma che succede? dove sono? Arrivo finalmente in camera: panico totale, le pareti della stanza mi si stringevano addosso..  provo ad accendere la luce e una minuscola sfera tipo occhio di bue illumina giusto l'ingresso e intravedevo un gran ammasso di cose sopra il letto di sinistra e qualcosa anche sull'altro materasso. Ok, calma, Sergio cerca un'altra luce, piccola ma la trova ..era meglio al buio. Il lato della mia compagna di stanza era invaso di roba, sopra e sotto il letto, sulle pareti e sulla sedia della scrivania: videoregistratore, mini frigorifero, stampante, panni da tutte le parti. C'era un dipinto anche sul mio materasso spoglio e ho immaginato che studiasse arti visive. Davanti a quel panorama non potuto impedire agli occhi di riempirsi di lacrime. Voglio il divano, il camino e la Tv da 70 pollici, voglio tornare a casa, non casa mia in Italia, mi basta tornare a Newburgh. Ok, calma e rassegnazione, comincio a tirare fuori le lenzuola per fare il letto tanto per tenermi occupata mentre i parenti cercavano di consolarmi, anche se non erano convinti nemmeno loro di quello che dicevano; per terra, sopra il materasso e dietro il letto c'era polvere, alzo la testa e gli occhi mi cascano sull'armadio: uno sgabuzzino con 2 scaffali e una tenda che si tira. Cooooosaaa!!!!!!!! Esco inorridita, e cerco il bagno che ovviamente non era in camera ma in mezzo al corridio; di male in peggio: una gran stanza con 3 gabinetti con le porte che arrivano si e no alle ginocchia, 6 lavandini, specchi e 3 docce una di fianco all'altra chiuse con la tenda... Le lacrime sono scappate fuori di nuovo, e che cavolo!! In quell'attimo ho pensato a tante di quelle cose che il cervello aveva il pilota automatico. Tra qualche singhiozzo e qualche lacrima ancora, ho deciso di mandare via tutti perchè me la dovevo cavare da sola. Cosa potevano fare per me? Niente. Questione di abitudine: io che abito praticamente da sola con un bagno tutto per me mi trovavo a dover dividere la toilette con un corridoio di stanze, cioè altre 14 persone, e la camera con una sconosciuta. Non male direi. Per fortuna la mia Roommate non c'era ancora perchè gli studenti abituali del college erano ancora in vacanza dal Natale, così per altri 2gg ho potuto ambientarmi nelle mie nuove 4 mura ma intanto escogitavo tutti i modi per rimanere lì il minimo indispensabile, ad esempio scegliere lezioni dal lunedì al mercoledì di modo da tornare a Newburgh e tornare spesso anche a NY.
Tornata al pizza party, ci hanno dato il programma della settimana di orientamento e la folla di gente che mi avevano anticipato non arrivava a 10 persone di cui la maggior parte musi gialli, un turco e una messicana e con questi ultimi 2 sono andata a prendere una birra in centro; centro per modo di dire perchè il Piazzale della Libertà davanti alla Rotonda a Mare è più grande di tutta New Paltz. Ma si, mi faceva bene uscire un po' e camminando mi sono accorta di non avere il portafogli ma il turco si è offerto di pagare volentieri, ottimo. Arriviamo all'ultimo bar trascinandoci in un freddo bestiale (il turco aveva una semplice felpa addosso) ci sediamo e, sorpresa delle sorprese, il cameriere mi chiede la carta di identità. In America per bere alcolici bisogna avere almeno 21 anni e nonostante fossi la più grande dei tre non ho potuto dimostrare la mia età perchè avevo il documento nel portafoglio... in camera! Ovviamente non è servito a niente dirgli che ho 27 anni, anzi, il simpaticone mi ha chiesto se volevo acqua o una coca.. No grazie, bello, ci vediamo domani sera e ti scolo il bar.. servisse almeno a ridere di questa giornata..

lunedì 21 gennaio 2008

New York, il film


Finalmente New York. Mercoledi' scorso siamo andate nella city, Manhattan intendo. Abbiamo la fortuna di poter partire con l'autobus direttamente da Newburgh e in un'ora e mezza siamo nella grande mela. La fermata dell'autobus e' proprio davanti al palazzo del New York Times, a un paio di isolati da Time Square. Scusa ma non riesco a comunicarti l'emozione che ho provato appena ho cominciato ad scorgere lo skyline newyorchese e il brivido una volta scesa dal bus. Eravamo ferme all'angolo di un isolato con la bocca aperta a guardare, cercare di capire e renderci conto di dove eravamo. Abbiamo cominciato a camminare tra mille luci gia' accese alle 10 del mattino: mega schermi, musica, persone che camminano col caffe' in mano e noi col naso all'insu' a cercare di vedere la fine dei grattacieli.. Non avevamo un percorso preciso da fare quindi ci siamo fidate del flusso di persone che camminava veloce e solo dopo abbiamo deciso di raggiungere gli indirizzi delle scuole di danza di Michela e man mano che camminavamo vedevamo qualcosa di familiare. Devo dare ragione a quelli che dicono che NY e' come nei film: gli scoiattoli a Central Park, il fumo dai tombini, i giornalisti per strada, le sirene della polizia.. sinceramente dopo un po' sembra che non ci sia piu' niente da vedere perche' e' tutta una gran distesa di grattacieli e fa un freddo bestiale a causa dell'ombra che fanno i palazzi; siamo partite col sole ma una volta in citta' non l'abbiamo piu' visto se non in Central Park.
NY e' bella, ma e ancora piu' bella da vivere: andare per musei, vedere i musical, andare per locali..
Margherita ci ha detto che una volta al mese viene anche lei con la famiglia cosi' possiamo rimanere fino a tardi; infatti l'ultimo autobus per tornare a casa e' alle 22.45. Noi abbiamo preso quello delle 17.30, proprio quando le luci cominciavano a spiccare nel buio.. Non abbiamo ancora visto la "signora" con la torcia in mano..
Aspettaci New York, questo era solo un assaggio..

Friends

Abbiamo conosciuto Mark, il figlio di una che lavora con Margherita al salone (ha un salone di bellezza). L'impressione e' stata ottima perche' e' davvero simpatico. Battuta sempre pronta, disponibile, divertente e gia' cotto di mia sorella.. che novita', eh! Ha 24 anni ed e' all'ultimo anno di college per diventare maestro: anche se non ha ancora finito gli studi gli permetono gia' di lavorare facendo le supplenze, ma il bello e' che non sa mai in anticipo quando deve andare, lo chiamano la mattina verso le 5 se hanno bisogno che faccia una sostituzione. L'altro giorno ci e' venuto a prendere e ci ha portate al salone cosi' abbiamo conosciuto tutto lo staff di Margherita compresa sua madre che e' altrettanto simpatica. Per fortuna abbiamo trovato qualcuno che ci scarrozza in giro.
Altro amico, Zachary, il nipote di Alfred. Lavora nel settore marketing di un'azienda che ha sede a Manhattan. E' un tipo sarcastico, si e' presentato in jeans e felpa e ha detto che non deve andare a lavorare incravattato perche' tanto lavora al telefono e solo raramente incontra i clienti. Ha anche detto che secondo lui e' inutile che l'azienda per cui lavora abbia sede a Manhattan perche' tanto lavorano tutti al telefono e non li vede nessuno.. come dargli torto? Ha detto anche che quando andiamo nella city (New York la chiamano cosi') possiamo chiamarlo se abbiamo bisogno di qualcosa o anche solo per pranzare insieme..
Per ora siamo fortunate, gli aiuti non ci mancano.. speriamo bene!

venerdì 18 gennaio 2008

Newburgh, provincia di New York

All'aeroporto i parenti ci sono venuti a prendere; visti mezza volta e 10 anni fa. Il college dove vado a studiare casualmente, e fortunatamente, sta a 20 minuti di auto da casa di Margherita, la cugina di mia madre. Messi i bagagli dentro la macchina più spaziale in cui sia mai salita (la multipla in confronto è la più piccola delle utilitarie) ci siamo mossi verso la loro città e dopo un'oretta di viaggio siamo arrivati a casa. Stordita dal viaggio sarei andata dritta a dormire; siamo arrivate alle 19 ora locale ma in italia erano le 1 e tra il viaggio, la cena e due chiacchiere sarò andata a dormire alle 5 di mattina ora italiana.
Noi stiamo a casa di Margherita insiema al marito Alfred ed i figli Tyler e Lucas di 16 e 5 anni. Per l'occasione ci hanno comprato un letto a castello e hanno detto che hanno parlato di noi e del nostro arrivo a tutti gli amici e quindi tutti ci vogliono conoscere. wow! La tradizione italiana permane. La loro casa è a Newburgh a nord di NY ed è bellissima. La cittadina non è molto grande e non è neanche un granchè ma ci sono delle zone residenziali molto belle: le case sono proprio come nei film, hanno il vialetto dove parcheggiano la macchina, la doppia porta e molte hanno la bandiera americana fissa sul davanti. Ma questa casa ha anche la piscina, e in primavera la riempono e poi fanno i barbecue in giardino!!! molto americano!!!! Le cose che più mi hanno colpito sono state il frigorifero e la televisione enormi; lo schermo di 65 pollici è metà di quello del multiplex! Abbiamo cenato con il resto della famiglia e cioè Sergio l'altro cugino di mamma (fratello di Margherita) sua moglie Silvana e la figlia Stefania di 13 anni; tutto rigorosamente i piatti e bicchieri di carta e tutto molto self service, non come da noi. Devo dire che con l'inglese l'impatto è stato molto meglio del previsto; Sergio e Margherita a volte ci parlano italiano ma abbiamo chiesto espressamente di parlarci solo inglese anche se qualche volta viene fuori una lingua tutta nuova mista a dialetto abruzzese e americano non originale. che risate! 
Newburgh è attraversata dal fiume Hudson che è molto grande e intorno alla città e al fiume solo boschi il che è anche inquietante. Ci hanno subito avvisato che ci sono zone pericolose, come in tutte le città ovviamente.
L'indomani siamo state a casa in pigiama tutto il giorno a guardare il mega schermo; qui hanno un centinaio di canali e molti tematici, ad esempio sul canale LMN trasmettono film basati su storie vere 24h su 24h. Il Jet Lag si è fatto sentire, per due giorni ho avuto il mal di testa e mi svegliavo di notte. La domenica sera, cioè il giorno dopo il nostro arrivo, ha nevicato. che bello, chi l'avrebbe mai detto che con il mio arrivo avrei fatto nevicare?

giovedì 17 gennaio 2008

In Viaggio - 3

Aereo pieno e sedili distanti; abbiamo chiesto ad una donna di poter cambiare posto con il suo di modo da sederci vicine; non sembrava molto contenta ma ha accettato. Non potevo pensare di affrontare altre 9 ore di viaggio da sola, volevo Michela vicino a me. La prima ora e mezza di nervosismo, anzi panico, da aereo è stata placata dalla continua offerta di cibo e bevande; non abbiamo fatto altro che mangiare e bere e non sono riuscita a chiudere occhio. Michela invece ha dormito sempre come un sasso, beata lei, e quello di fianco a me ha letto libri per tutto il tragitto e nelle pause faceva equazioni. Quando siamo scesi ho visto che il tipo aveva il cappellino di Harvard, il cervellone. Il viaggio non finiva più, avrò chiuso occhio per un ora e mezza al massimo, ero elettrizzata, 24 ore di veglia e che veglia! Solo quando ho cominciato a vedere la terra ferma e qualche luce mi sono tranquillizzata. Scesi dall'aereo dovevamo attraversare l'ultima prova e cioè il controllo dei passaporti, ma stavolta fatto dai poliziotti americani, e non erano per niente teneri!!! Musi duri, niente sorrisi, io e mia sorella per sdrammatizzare dicevamo che non ci avrebbero fatto passare (per lo meno me dato che non avevo cambiato la data di ritorno) e che saremmo dovute rimanere dentro l'aeroporto come in quel film. Ci mettiamo in fila e ci capita un poliziotto che a prima vista non sembra per niente friendly. in qualche modo michela passa in un'altra fila e le capita un poliziotto che invece ha voglia di scherzare e chiacchierare. Finchè non varcavamo quella porta l'avventura non era finita. Tutto è filato liscio, hanno fatto domande, ovvio, ma quando mi ha lasciato andare non ci potevo credere.. ero in America!!!   

In Viaggio - 2

All’aeroporto di Ancona la hostess non era sicura di lasciami partire per via della scadenza del permesso di studio; ho prenotato il volo di ritorno un giorno dopo la scadenza del visto.. ma al consolato mi avevano detto che sarei potuta andare e ritornare entro 30gg prima e dopo la scadenza!!!! La hostess ha fatto ritornare indietro il mio bagaglio dopo che lo aveva già spedito, allora ho capito che qualcosa di molto serio non andava. La tipa ha fatto un po’ di telefonate ma alla fine ha rispedito il mio bagaglio e mi ha lasciato la carta d’imbarco anche se non era troppo convinta. E non è finita qui..

All’aeroporto di Monaco ci siamo fermate per circa 7ore.. che strazio!! Dato che eravamo così in anticipo avremmo dovuto fare presto il check-in per NY di modo da assicurarci i posti a sedere vicini dato che li avevamo separati. Ok, ci siamo riposate un attimo, abbiamo mangiato qualcosa (mezza minerale in aeroporto 3.95€!!!) verso le 13 ci siamo dirette verso il gate per l’aereo delle 15.20, ma prima al controllo dei passaporti..

Mia sorella ha un visto da turista cioè non può rimanere negli Usa per più di 3 mesi cioè 90gg; purtroppo quando ha comprato il biglietto non ha considerato che quest’anno è bisestile. Infatti febbraio ne ha 29. Lei si era posta il dubbio (ovviamente dopo aver già comprato i biglietti), e quando al controllo si sono messi a contare i giorni abbiamo capito che quel giorno in più non l’avrebbero sottovalutato! Insomma, stavolta era Michela a non poter partire, e non scherzava affatto! Finchè non è andata allo sportello di Lufthansa ad anticipare la data del viaggio di ritorno non l'avrebbero lasciata salire su quell'aereo. 150 € in meno e la certezza di poter partire; dal largo anticipo eravamo quasi in ritardo.. ok, Michela passa, ma ancora storie per me!!! Al controllo del passaporto mi sono voluta assicurare che anche per me tutto era ok: all'inizio lo era, poi la tipa ha voluto essere più sicura e allora altri dubbi. Ha chiamato il suo capo, intanto sudavo e vedevo la porta del gate sempre più piccola.. Vabbè, ho pensato, cambierò anch'io il volo di ritorno, sono 150€ ma almeno sono tranquilla. Insomma, mi ha lasciato passare, ma non ne era troppo convinto nemmeno lui..

Ad un passo all'imbarco hanno visto che portavo dei liquidi in borsa (crema, dentifricio..), serviva la busta e ad Ancona invece mi avevano lasciato passare tranquillamente.. ho corso come una pazza attraverso la porta del controllo passaporti, ormai mi conoscevano tutti dopo l'episodio precedente. Ho chiesto la busta a loro e non ce l'avevano, ho corso fino al primo negozio e l'ho comprata; ho corso di nuovo per riattraversare la porta e mi avevano già visto da lontano ansimare e sudare.. mi hanno fatto saltare la fila e FINALMENTE sono riuscita ad attraversare quel benedetto gate. Io e mia sorella abbiamo cominciato a ridere come due ubriache, ci siamo sedute ed abbiamo aspettato per il check in.. Ma qualcosa ci diceva che finchè non fossimo uscite dall'aeroporto di NY non dovevamo cantare vittoria.. 

In Viaggio - 1

Salutare tutti è stato difficile, ma so che si è trattato di un momento di passaggio tra la consapevolezza di ciò che lasciavo e la l'incertezza di ciò a cui andavo incontro; So anche che qui non avrò tempo di avere nostalgia. Io sono così, desidero fortemente qualcosa, poi quando si sta per realizzare mi preoccupo per come sarà, ma la testardaggine non mi fa tirare indietro; certo mi dispiace lasciare certe persone, e oggi fortunatamente ho diverse che mi aspettano (dicono) e anche la mia fantastica micina; alla fine, però, sono sempre contenta dell’esperienza che faccio e mi dico che ne è valsa la pena, così come quando sono andata a Londra o a lavorare in villaggio, anche se ero molto più piccola e non avevo molti affetti da lasciare.

Andrò a New York, la capitale del mondo, la città che non dorme mai e dove tutto può succedere.. anche al più comune dei mortali..

Yeah, baby, yeah!!

 

Can't wait to tell you!!!

Purtroppo non riesco ad essere costante per almeno altri 2gg; non ho la possibilita di una connessione stabile, ma tieni duro, ho moooolte cose da raccontarti.. e sono arrivata da appena 5 giorni!!!!
Write to you as soon as I can!

martedì 8 gennaio 2008

Serata d'addio

Prima cena di addio con Giulia e Francesco. In realtà c'erano diverse altre cose da festeggiare oltre la mia partenza e cioè: la mia laurea, natale, l'anno nuovo e rispettivo scambio di doni.
Per un paio d'ore non ho avuto l'ansia della partenza, anzi, mi sono rilassata e divertita. Non che avessimo fatto chissà che, ma era una vita che non facevamo un trio (l'ultima volta ero ancora abbronzata!) quindi abbiamo chiacchierato e riso e bevuto e mangiato e riso!!
Poi lo scambio dei regali (di natale), solo che dopo esserceli scambiati tutti e tre ne avanzava comunque uno.. ed era ancora per me!!!! era per la mia laurea!!!! e chi ci pensava più!
Regalo bellissimo e utilissimo, una fantastica borsa per il portatile, e come al solito c'è lo zampino di mamma che ha suggerito la scelta.
La prima lacrimuccia in pubblico prima della partenza, e ti assicuro che non sarà l'ultima!

venerdì 4 gennaio 2008

New York, arrivooo..!!!

Mi ritrovo di nuovo a scrivere un blog ma questa volta non si tratta di sondaggi e richieste di commenti per la mia tesi, bensì di un supporto virtuale per il viaggio che intraprenderò e che vorrei condividere con tutti gli amici che, per motivi di tempo e disponibilità, forse non riuscirò a contattare costantemente. Di cosa si tratta?
Se dopo la laurea pensavo di aver chiuso con lo studio, gli esami e le alzatacce mattutine per rincorrere treni e bus vari, mi sbagliavo non poco perchè a distanza di appena un mese sembra proprio che gli esami siano destinati a non finire.. per ora. Io che non vedevo l'ora di finire gli studi, cercare presto un lavoro, stampare tanti biglietti da visita titolati Dott.ssa Paola Di Felice - Sociologa della Comunicazione ed essere più indipendente che mai, mi ritrovo invece a dover partire per New York e continuare a fare la studentessa mantenuta!
Ovviamente me la sono cercata: per circa 4 anni ho rotto le scatole a chiunque con la storia dell'America: voglio andare a New York, voglio trasferirmi lì, imparare l'inglese, voglio vedere il Guggenheim, voglio bere il caffè davanti al mio portatile da Starbucks ecc. Quando tutte le smanie sembravano essersi placate e cominciavo a vedere New York come la meta di una fantastica vacanza di 2-3 settimane per poi cominciare finalmente a cercarmi un lavoro "serio" ecco la notizia bomba:
"Congratulazioni Paola, sei stata ammessa alla State University of New York per un soggiorno studio semestrale.."
Noooooooo..!!!!
Nel senso: ormai è fuori luogo, mi sono già laureata e non ho intenzione di continuare a studiare, voglio un lavoro, voglio guadagnare qualcosa, voglio lavorare dal lunedì al venerdì (possibilmente fino alle 18) e avere il tempo per andare in palestra, fare un corso di cucina, passare i weekend fuori, ecc.
E no, cara Dottoressa in Sociologia della Comunicazione, adesso ci vai, è l'occasione unica della tua vita e non è il caso di guardarsi indietro a 40-50 anni e mordersi i gomiti per avere perso un'opportunità del genere.. questo mi sono ripetuta per autoconvincermi ad accettare e rimandare i progetti a lungo termine già mentalmente organizzati.
E pensare che la mia famiglia aveva già accettato per me!
Insomma, questo è l'intento delle pagina di questo Blog: raccontare l'esperienza osservando, commentando e confrontando le differenti abitudini degli americani, e ovviamente renderti partecipe delle mie (dis)avventure.

NEW YORK, ARRIVOOOOOO..!!!!!!
A presto, Paola