giovedì 31 gennaio 2008

La prossima volta non programmo niente che viene bene lo stesso

Prima che inizi un altro weekend, è il caso che ti racconti quello prcedente. La settimana di orientamento si è conclusa venerdì scorso con l'ultimo meeting su come rimanere legalmente negli USA (vedi articolo sul giornale!). Con Margherita eravamo d’accordo di andare a NY già venerdì perché la sua famiglia era in montagna e Michela rimaneva lì fino a tardi, ma anche il mio incontro è finito tardi quindi ho preso l'autobus per andare a Newburgh alle 18 presentandomi alla stazione dei bus di un'altra linea con largo anticipo dato che non ero sicura della fermata. Viaggio al buio, nel vero senso della parola: strade buie e niente luce nell'autobus, ero sola e dentro di me speravo che l'autista mi portasse davvero dove volevo andare. Sospiro di sollievo, ma come arrivo a destinazione subito la brutta notizia: Margherita mi chiede se Michela mi aveva detto niente della mamma. 5 secondi di gelo e in quella minuscola frazione di tempo le ho pensate tutte, ma poi ho detto quale mamma? di chi? Così mi è scappato un altro sospiro di sollievo quando ho saputo che la mamma in ospedale era la sua. Siamo passate a trovarla e non sta granché bene, ma quando al ritorno la macchina ha deviato la via di casa, la serata ha preso un'altra piega; siamo andate a cena io e lei in un ristorante italiano, carinissimo, un’ottima bistecca con un bicchiere di vino rosso che ci stava bene come il "cacio sui maccheroni" per la modica somma di 68$ (pagato io) più 2$ di mancia. Che signora.. Ci raggiunge Maritza, un'amica portoricana che sta con uno pieno di soldi; il tipo vende le case a NY e lì le commissioni di vendita sono del 7%.. stanno insieme da pochissimo, lui, non bello, la riempie di regali costosi e noi abbiamo approfittato della sua generosità, ma soprattutto della sua casa nel Queens, per organizzare il sabato. Il programma era: partenza ore 18.30, cena, locale a NY (con altissima probabilità che avrebbe pagato tutto il boyfriend dato che eravamo sue ospiti) e ritorno la domenica mattina perchè Maritza doveva lavorare. Dopo cena mi hanno portato al casinò in un paesino che dal nome sembra italiano Monticello, ma di casinò aveva solo il portiere e il parcheggiatore: niente croupier, niente chemin de fer solo una gran distesa di macchinette che fanno le scommesse che in Italia troviamo in qualsiasi bar e che qui chiamano gamble. E io che pensavo di non essere vestita bene.. Intanto Michela ci aveva detto di aver perso l'autobus per tornare a Newburgh così ha preso il treno che l'ha lasciata a 5-6 Km da casa e da lì il taxi, dato che non potevamo andare a prenderla. Una volta a casa, ci siamo addormentate tutte e 3 sul divano, io vestita. Il sabato volevo andare a NY, ma io e Michy ce la siamo presa molto comoda cioè sveglia tardi, in pigiama fino alle 11, doccia, capelli, finchè sono arrivate le 16 e abbiamo pensato di risparmiarci i soldi di almeno un viaggio e andare a NY con Maritza e Margherita che avrebbero preso la macchina per poi rimanere tutta la domenica. Gasatissime per la prima notte nella City, alle 17 Margherita ci dice che il tipo non stava bene e che non saremmo andate.. Noooooooo! Perdermi la giornata così non mi andava proprio, ma ormai dovevamo metterci una pezza e di stare a casa proprio non mi andava. Ma la beffa era che dopo un po’ abbiamo saputo che era tutta una finta e non ho ancora capito il motivo. Quindi abbiamo rimpiazzato New York con una cena da Schlessinger's un cigar bar (appena messo piede lì è stato come se non mi fossi mai fatta ne' la doccia ne' i capelli per la puzza di fumo che c'era). Dovevamo essere noi 5 ma il tavolo si è riempito di donne tutte amiche di Margherita o Maritza. Per fortuna tutto è stato gentilmente offerto da chi con i soldi non sa che farci per quanti ne ha, e non solo la cena, anche il dopo. E anche quella sera ho dormito sul divano, ma il più ubriaco era il riccone che non stava neanche in piedi e ha cominciato a fare i numeri. Domenica più stralunata che mai, c’era il sole ma sarei rimasta in pigiama tutto il giorno; ma no, cacchio, era da venerdì che dovevo andare a NY! anche se abbiamo perso un paio di autobus prima di prendere quello delle 15, ce l’abbiamo fatta e Margherita è venuta con noi! In realtà sembrava che fossimo noi a potarla in giro per la città invece che lei. Stavolta però siamo andate a China Town e Little Italy dove abbiamo mangiato (male), dopodichè siamo letteralmente corse a vedere uno spettacolo fichissimo di danza al John Jay College. Per la prima volta ho preso subway senza perdermi e cab per raggiungere il teatro perché eravamo in ritardassimo. Ho avuto anche la fortuna di vedere questo cantante famoso (se non me lo diceva Michy non spevo nemmeno chi fosse!) un certo Ryan Lesile. I ballerini ballavano solo sulle sue canzoni e alla fine è salito sul palco e ha cantato un pezzo. Che bella atmosfera, come al solito l’emozione si sfoga in pianto tutte le volte che assisto all’inizio di uno spettacolo di danza, e che danza! Si lo so che sembro scema, ma mi succede quasi sempre così, e dico quasi sempre perché proprio ieri sono andata ad uno spettacolo di breakdance qui in campus e se mi fosse venuto da piangere era solo perché faceva schifo.. per fortuna non si pagava.

Questo weekend MoMa e Musical.. riuscirà ad andare tutto liscio??

Nessun commento: