Domenica New York. Finalmente un po' d'aria buona e che aria.. c'era un vento che dava la sveglia! Siamo partite presto perchè Michela aveva un'audizione per una cantante, Ciara, e io mi sono preparate un percorso niente male: anche se c'era il sole ed era bello stare fuori, NY alle 10 di domenica mattina dorme ancora (nonostante sia la città che non dorme mai) così ho optato per il museo, il MoMa. La mia carta da studente è spesso miracolosa perchè posso ottenere sconti e addirittura al MoMa non ho pagato. La struttura è molto bella, tutta moderna con 6 piani di sculture, quadri, disegni, stampe e installazioni, e si possono fare le foto!! Mi sono trovata davanti a opere d'arte che avevo visto solo sui libri tipo la Starry Night di VanGogh, la "merda d'artista" di Manzoni, ecc. ma non potevo andarmene senza vedere le stampe della Campbell Soup di Wharol e sono stata sorpresa di vedere anche la sua Marilyn Monroe. Sono uscita molto soddisfatta e sono andata a vedere il palazzo di vetro dell'ONU. Delusione. La prima di NY. E' una zona molto fredda e asettica, come è logico che sia, ma non mi è piaciuto per niente; però ho notato che di fianco all'edificio c'era qualcosa di familiare: una "Palla" di Pomodoro molto simile a quella di Pesaro. Per un attimo mi sono sentita intelligente e acculturata perchè l'ho riconosciuta al volo. Da lì volevo andare a vedere il Flatiron building, Noho e Tribeca ma ho deviato per Macy's un grande centro commerciale anche questo simile ad Harrod's di Londra, dove mi sono persa per circa un ora e mezza. Persa nel senso che mi servivano assolutamente un paio di scarpe col tacco per non sentirmi una barbona tutte le volte che esco. Rosse di vernice lucida e c'era scritto "30$", prese. Quando sono andata alla cassa ho pagato addirittura 15$!! Mi è venuto il dubbio che ne avessi comprata solo una di scarpa, in vece c'erano entrambe, ma di sicuro non riuscirò a metterle per più di 2 volte, si romperanno prima.. Poi ho raggiunto Michela che aveva finito l'audizione, eravamo un po' depresse perchè a conti fatti non ci restano molti weekend da passare insieme così abbiamo folleggiato un po': pensavamo di tornare a casa col bus delle 17 o delle 18 ma abbiamo deciso che dovevamo chiudere la giornata in bellezza. Così ci siamo dirette verso il Greenwich village per andare al Doma Cafè ma per la terza volta non c'era nemmeno un buco per sedersi, nemmeno per terra, così siamo andate a vedere la sponda ovest dell'Hudson/Oceano e.. meraviglia!!!! Il morale era decisamente tornato su a parte per il vento gelido. Ci siamo sfidate a raggiungere la punta per tornare a vedere la Statua della Libertà e prendere il traghetto, ma dopo 40minuti di cammino ci siamo accorte che non eravamo nemmeno a metà strada ed eravamo già stanchissime.. o metropolitana per raggiungere la Statua o rimandiamo e ci fermiamo per un caffè: neanche a farlo apposta, attraversata la strada eravamo a Tribeca solo che molti bar erano chiusi a parte il solito Starbucks che è sempre in ogni angolo. Ci giriamo e vediamo un autobus con la scritta "Staten Island Express", era destino che dovevamo andarci. Siamo salite a bordo al volo (era gratis!) e siamo andate alla partenza dei Ferry per l'isola, anche questo gratis. Non puoi capire l'emozione, la meraviglia, l'entusiasmo, l'intensità delle sensazioni date da quel viaggio di appena 25minuti. Vedevamo i grattacieli di Manhattan farsi sempre più piccoli e colorarsi delle luci del tramonto che si rispecchiavano sulle vetrate e in lontananza la Statua della Libertà, sempre più grande e illuminata da uno sfondo arancione. Al ritorno era più buio e la Statua era illuminata come tutti i grattacieli di Manhattan compresi i ponti. Che esperienza! Da fare per chi non c'è mai stato e da rifare anche per me. L'autobus delle 18 era andato da un pezzo e quello delle 20.45 era molto difficile da riuscire a prendere; come al solito avevamo i minuti contati. Siamo state le prime a scendere dal traghetto e correre verso la metro per raggiungere la stazione degli autobus ma, sorpresa delle sorprese, la metro era chiusa, ecco perchè c'era il bus espresso gratis. Niente da fare, anche quello delle 20.45 era andato e il prossimo era alle 22.45. Siamo tornate verso Times Square e abbiamo cercato un posto per cenare, con calma e senza corse. Volevamo tornare dal turco perchè ci andava un bel bicchiere di vino e lì eravamo sicure che ce lo dava buono, ma abbiamo girato un po' per vedere altro, così abbiamo scovato, per sbaglio in una stradina secondaria a Hell's Kitchen un ristorante fichissimo dove abbiamo mangiato molto bene a prezzo ragionevole, solo che il nome faceva pensare ad una trattoria tipica "Maria Pia". www.mariapianyc.com. Io ero sconvolta dalla giornata, Michela in tuta ma ce ne siamo strafregate e siamo state benissimo.. finalmente alle 22.45 eravamo sull'autobus, ormai il conducente ci conosce; nonostante la stanchezza (eravamo lì dalle 10) io mi sarei fermata ancora.. si, lo so, sono pazza.. pazza di New York!!!!!!!!!!!!!
martedì 11 marzo 2008
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