Il venerdì lo abbiamo passato tra i negozi; ho scovato un bel vestito DKNY a soli 30$ e, anche se mi stava un po' abbondante, per quella cifra l'ho nascosto subito appena l'ho visto. L'egiziana non era ancora mai stata a Central Park: aiuto. Ho intuito che quella era la prima o al massimo la seconda volta che metteva piede a NY in 2 mesi che siamo qui. Da Central Park un altro centro commerciale, il Time Warner Mall: abbiamo fatto un giretto per i negozi poi Iona ci ha portato al piano seminterrato perchè c'era un mega supermarket/self-service che vendeva cibo "genuino". Loro hanno mangiato ma io ho voluto aspettare Michela che finiva la lezione al Broadway Dance Center e andare a cena come si deve, in un ristorante come si deve. Peccato che ha cominciato a nevicare e poi a piovere di brutto. Quando piove forte, gli americani dicono It's raining cats and dogs non so perchè da loro piovono i cani e i gatti, ma ne buttava giù un bel po'! Tra una cosa e l'altra, io e Michy siamo andata a cena alle 23, mentre l'egiziana, dopo la preghiera musulmana, è andata a dormire per il mal di testa e Iona ha raggiunto Anna, un'altra collega di college brasiliana ma cresciuta a NY e quindi abbastanza inserita, per andare al Sushi Samba. Non avevamo voglia di vestirci bene, quindi abbiamo detto che forse dopo cena le avremmo raggiunte anche se sapevamo che molto probabilmente saremmo rimaste per conto nostro, e così è stato. Taxi e in albergo alle 1.30.
Il sabato mattina abbiamo girato tra gli isolati vicina la Central Park per cercare Le Pain Quotidian, un risto-bar che avevamo visto il pomeriggio prima e dove ci volevamo fermare per fare colazione. Si, colazione, perchè Michela è scesa per prima e ha scoperto che non era inclusa e se l'è dovuta pagare. Cominciamo bene anche oggi. Camminavamo da mezz'ora, non avevamo un itinerario preciso per la giornata e cominciavamo ad avere fame, così, abolito le pain quotidian, ci siamo fermate da Europa Caffè. La tipa all'ingresso del locale ha detto che ci potevamo sedere al ristorante o nei tavoli alti del bancone e mi sono girata per chiedere se a loro andava bene il tavolo alto; Iona dice di si e mi sono diretta ad occuparne uno e l'egiziana, una volta seduta, ha detto che preferiva essere servita.. lei che era l'unica senza soldi. Sentito questo, la pressione cominciava ad aumentare e ho deciso che dovevo escogitare il modo per svignarmela al più presto, anche perchè a breve sarebbe arrivata anche l'olandese e non osavo immaginare cosa sarebbe venuto fuori. Dopo aver mangiato, stavo scrivendo un msg a Michela per farmi dire dove era e poi raggiungerla, invece mi ha chiamato proprio mentre lo scrivevo per dirmi che aveva passato la prima fase dell'audizione e che doveva ballare per la seconda volta alle 13. Evvaiiiii!!!!!! oltre alle contentezza per mia sorella, avevo una scusa bella e buona per fuggire; ci ho messo 5 minuti per spiegare la situazione e me ne sono andata dicendo che non sapevo che ora si faceva e che ci potevamo vedere per cena. Sgamata??? Un po' si, ma quelle parlavano di tornare da Bloomingdale's perchè il giorno prima era chiuso e di passare il pomeriggio lì dentro col sole che c'era fuori proprio non mi andava. Proprio NO. E poi mi sentivo in dovere di prestare i soldi all'egiziana perchè Iona le stava pagando tutto e non era carino che io facessi finta di niente, ma non mi fidavo molto e inoltre anch'io non è che avessi chissà quanto con me, e prelevare ogni volta cosa ben 5Euro!! Che bello, me ne sono andata fischiettando respirando tutto quello che le strade di New York offrono. Ho raggiunto Michy e le ho preparato in 5 minuti un curriculum decente da consegnare all'audizione perchè se l'era scordato e sono andata con lei nella scuola di danza. Sono rimasta con lei fino alle 15.30 poi mi è venuto in mente che la sera potevamo fare una cosa tipicamente newyorchese e cioè andare a vedere un musical. C'è un posto a Times Square dove vendono i biglietti a metà prezzo e bisogna andarci presto per trovarli. Solo che per la strada mi sono persa anch'io dentro ad un centro commerciale ma solo per mezz'ora per comprare qualche T-shirt; al botteghino c'era un fila di due isolati. Noooooo.. che palle! Stavo passando la giornata ad "aspettare" e odio perdere tempo soprattutto in una situazione come quella, quando avrei potuto fare 1000 altre cose. Il cellulare si era quasi scaricato del tutto e ho fatto in tempo a fare uno squillo a Iona per dirle di venire lì a prendere i biglietti per il musical: anche loro volevano andarci e di comprare i biglietti senza dire niente alle altre mi sembrava troppo una cattiveria. La fila è scorsa in fretta e come al solito ho conosciuto qualcuno: la signora dietro a me aveva visto quasi tutti i musical e mi sono fatta consigliare un po' ma lì davanti al botteghino ero talmente indecisa che ho fatto passare davanti la gente.. Ho deciso per Mamma Mia ma non mi bastavano i contanti e non accettavano carte di credito. Nooooo...!! sono uscita dalla fila senza dirlo alla security che ovviamente non credeva che ero andata a prelevare quando poi sono tornata per rimettermi in fila.. Ha chiuso un occhio e mi ha fatto passare e ho comprato i biglietti per Hairspray. Abbiamo mangiato qualcosa al volo (purtroppo, perchè abbiamo scovato un posto eccezionale per bere ottimo vino e stuzzicare qualcosa da mangiare.) e abbiamo visto lo spettacolo.. stupendo!! Nonostante non conoscessimo la trama e non sapevamo cosa aspettarci ci è piaciuto moltissimo. Dopo il teatro abbiamo raggiunto Iona e l'egiziana in un ristorante egiziano e poco dopo è arrivata anche l'olandese, che se ho capito bene si è defilata anche lei ed stata per i cavoli suoi tutto il giorno.. Il divertimento è iniziato quando una signora ha cominciato a ballare sulla musica egiziana che suonavano dal vivo, e dopo poco ai tavoli non c'era seduto più nessuno perchè tutti ballavamo. Da lì però, io e Michela volevamo andare a bere qualcosa da qualche parte, cavolo, praticamente ci fermavamo a dormire lì apposta! Iona ha detto di andare verso Times Square, l'egiziana pensava che a quell'ora fosse pericoloso.. l'olandese doveva comprare qualcosa in farmacia e l'abbiamo accompagnata tutte; ovviamente Iona e l'egiziana si sono messe a guardare di tutto e praticamente abbiamo dovuto aspettare loro invece che l'olandese. Capito l'andazzo abbiamo detto che se volevano venire con noi a bere qualcosa le avremmo aspettate oppure saremmo andate subito in qualche locale perchè di camminare a zonzo con quel freddo non era molto entusiasmante. Hanno detto che sarebbero venute, ma Iona ha precisato che non beveva perchè la sera prima si era mezza ubriacata e l'egiziana è musulmana quindi non beve alcolici. L'attesa è stata lunga.. mani nei capelli, io e Michela che non sapevamo più verso chi o cosa roteare gli occhi. Siamo andate al Tahlia, un lounge bar e ristorante bellissimo sull'8Ave ma i cocktail facevano schifo e non te li regalava di sicuro. Insomma, anche sabato serata moscetta anche se siamo andate a letto alle 3 ..e l'egiziana voleva prendere il taxi per 6 isolati..
Domenica Michela aveva un altro impegno e sono rimasta con le altre; abbiamo pagato anche 5$ in più e non ne ho capito il motivo.. aridaje! Anche la domenica è iniziata tutt'altro che bene anche perchè stavolta non avevo via di scampo: mi toccava stare con loro e avevano intenzione di chiudersi al Metropolitan Museum con un sole che spaccava le pietre.. Ho subito messo in chiaro che la mia presenza era in forse 1° perchè non avevo voglia, 2° perchè i soldi cominciavano a scarseggiare anche per me e non avevamo fatto ancora colazione. Le ho convinte a stare all'aria aperta il più possibile e siamo arrivate a Seaport passando per Chinatown dove ovviamente si sono fermate al mercato cinese per comprare qualcosa, la frutta. Seaport non sembra neanche parte di New York e il ristorante dove abbiamo mangiato non era per niente buono anche se la posizione era stupenda: nonostante abbia trovato della terra e una formica nell'insalata, abbiamo dovuto lasciargli anche la gratuity perchè nella city è obbligatoria. L'ora del museo era sempre più vicina, l'olandese le aspettava già lì, e io me ne sono tornata al college correndo come una pazza per Wall Street cercando una metro aperta dato che la domenica fanno orario ridotto. In un'ora dovevo trovare la metro, tornare in albergo a prendere la valigia, lasciare la mancia al tipo e arrivare in tempo alla stazione dei bus possibilmente senza spendere un soldo e per questo farmela a piedi. Avevo fretta anche perchè arrivando entro le 19 avevo la possibilità di cenare come si deve alla mensa del college senza dover pagare altro. Il tipo dei bagagli si è impietosito davanti alla mia fretta e non ha voluto la mancia ma io gliel'ho lasciata anche se misera e mi ha chiesto se doveva chiamarmi un taxi.. Se avevo abbastanza soldi per un taxi non gli avrei lasciato quella mancia da barbona; anche se comunque non avrei speso più di 6$, ho pensato che al massimo avrei preso il bus successivo e cioè mezz'ora dopo. Ma io sono testarda peggio di un mulo e me la sono fatta di corsa in ben 22 minuti nonostante in albergo mi avevano detto che ci avrei messo almeno mezz'ora se non di più.. era la prima volta che prendevo quella linea di autobus e non ero molto sicura di ricordarmi al volo il gate di ingresso, ma quando ho visto Liz, la capa del mio corridoio, aspettare in fila mi sono finalmente sollevata ed ho scoperto che l'autobus che avrei voluto prendere non correva la domenica.. Ho aspettato mezz'ora prima di partire.. che culo, eh?

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