martedì 29 aprile 2008

Addicted

Nonostante sia tornato il brutto tempo, oggi mi viene da ridere. In generale questa settimana ho riso spesso, anche se con la pioggia un po' meno. Manca pochissimo alla fine delle lezioni, una settimana appena, poi la settimana degli esami e allora non ridero' piu' tanto.. Sono contenta, sto bene, sono spensierata e rido. Sono aperta a tutto, disposta a tutto e non voglio che questo favorevolissimo stato d'animo svanisca. Per questo sono pronta a riprendermi gli ultimi 3 anni in cui non ho potuto godermi praticamente niente per motivi di studio, lavoro, soldi.. detto tra noi, sto gia' proponendomi per un'altra borsa di studio, tirocinio in realta', tra New York e Washington. Bisogna prendere al volo tutto, sfruttare tutto quello che capita al momento.. ma che succede, sono davvero io a scrivere?? Si, qui ho imparato questo, e comincio a scriverlo pubblicamente perche' sento che la "fine" e' vicina.. manca poco, e non credevo mi prendesse male. MA.. ho ottime notizie da oltre oceano: quando torno ho subito il lavoro per l'estate e, dopo l'esperienza dell'anno scorso, credimi, e' un gran sollievo.. 
Mi sto affezionando a facebook.com. Qui se non ce l'hai ti perdi la possibilità di rimanere in contatto con molte persone. Per la comunicazione istantanea è simile a msn ma ci sono più notizie di te come su myspace. Sto cominciando ad avere diversi "amici di facebook". Di solito si diventa amici per scambiarsi le foto: invece di inviarle per mail (spesso non ci si riesce perchè sono grandi e il formato pesa) o rincorrersi con la pendrive si pubblicano sul sito sotto il proprio profilo e si "taggano" gli amici che sono nella foto con te. Io ho il mio profilo e mi hanno segnalato in foto spaventose.. quasi quasi chiedo i diritti..
Comunque, continuo ad essere ultra impegnata, soprattutto ora che siamo agli sgoccioli: qualche professore (pubbliche relazioni) si e' accorto che e' indietro con il programma e ci sta caricando di "compiti"; quelli che di solito facciamo in 4 settimane devo farli per il prossimo venerdi'. Il corso di daza che, ripeto, ho scelto per avere meno carico di studio, si e' rivelato il piu' impegnativo: ho un altro foglio assurdo da scrivere, in piu' esercitarmi sul monologo e preparare una coreografia di movimenti basata, senti qua, su un quadro.. e la devo fare insieme a un giapponese (Rokki) che per capirci ci mandiamo le mail.. Per il 7 maggio devo preparare un piano marketing per advertising strategy: tanto interessante all'inizio, super pallosa adesso.. Per questo giovedi' devo aver finito e presentare pubblicamente il mio sito web.. e che gli racconto? A proposito, dai un'occhiata QUI e fammi sapere che ne pensi. Per questo sbattimento generale voglio spostare il volo di qualche settimana, tanto per prendere tutto con calma e folleggiare ancora un po'..
Ma non sai quanto mi prende bene sapere che una valvola di sfogo c'e' e mi riferisco ai Thursday party. Anche lo scorso giovedi' abbiamo festeggiato, non si sa cosa, ma ci siamo divertiti. Le ragazze dell'altra volta non sono venute ma eravamo lo stesso un bel gruppetto. Fino alle 3 sono stata benissimo: ballato, cantato e bevuto, poi.. buio, tutto in una volta. Ho un buco di diversi minuti dall'uscita di P&G's, il locale dove eravamo, a casa, ma per fortuna ci sono arrivata. La notte e' stato un continuo via vai di gente, il corridoio era piu' trafficato che a mezzogiorno.. e io.. facevo la lavatrice..!!

lunedì 21 aprile 2008

Giovedì 17

Il famoso esame del 2 aprile è andato bene: non so come abbia fatto, ho studiato appena 2 ore dalle 9.45 alle 12.15 della mattina stessa e il mio punteggio è stato 74,53 su una media generale di 72. Ma il bello è che ho preso il punteggio più alto sulla domanda aperta con un en plein di 10 punti.. Pensavo di avere un quoziente di intelligenza notevole finchè mi hanno detto che, insomma, il punteggio non era poi gran che. In effetti equivale ad un C+ e dopo C+ c'è C, C- e poi la bocciatura..
10giorni a New Paltz e quasi mi manca l'aria se non fosse per le incredibili giornate estive, un salto a NY domenica e finalmente party giovedì scorso.. Ero in piena down sia per la partenza di Micky che per motivi fisici che non ti sto a spiegare, ma soprattutto per aver capito che avrei dovuto passare più tempo in college. Fino ad oggi ho passato un semestre da fantasma, cioè lezioni 5gg alla settimana e poi via ogni weekend. Le ragazze che ho conosciuto qui si sono chieste più volte se fossi partita prima dato che non mi vedevano più. Doppio stress pensando di dover passare più tempo in quelle 4 mura a dividere la stanza con una che potrebbe essere mia madre e non avere privacy se non quando lei è a lezione. E' inutile, le sue gambe non vanno oltre le aule dove ha lezione e la mensa, poi torna in camera a giocare a solitario davanti al computer. Passare più tempo qui significa ricominciare quasi tutto dall'inizio con la solita routine conoscere, frequentare-prendere l'iniziativa, condividere. Il weekend dopo la partenza di Micky sono tornata qui volontariamente e non ho voluto fare niente per scelta, avevo proprio bisogno di riposarmi e stare serena dopo le corse dietro agli autobus per accompagnarla all'aeroporto, per la cena di saluti e in più il dispiacere per la sua partenza (e una settimana prima la partenza dei miei). Come mio solito, l'inizio della "discesa" comincia con uno sfogo; quando proprio non ne posso più devo parlare o piangere, anche se quest'ultima opzione cerco sempre di evitarla, solo che parlare, anzi sfogarsi, in un altra lingua non sempre viene bene e non da il giusto effetto liberatorio.. così ho avuto la brillante idea di sentire Marco, un ragazzo italiano conosciuto proprio i primi giorni qui in college. Lui è il classico italiano paraculo che ha sempre da fare con le ragazze straniere ma è anche il tipo che ci parli un paio di volte e pare che lo conosci da una vita, quindi non ho avuto problemi a confidarmi, tra l'altro è inseritissimo qui perchè sono già un paio d'anni che studia a SUNY e insegna italiano. Dopo una breve chiacchierata telefonica ci siamo messi daccordo per uscire a New Paltz, il programma era: incontro in suite nel loro residence, brindisi vari e poi di bar in bar in città. La serata prometteva bene ma l'incontro era verso le 22.30 nella loro suite ed erano appena le 20.30; ho subito pensato che se dovevo aspettare ancora due ore mi addormentavo di sicuro soprattutto con una coinquilina che guarda i telefilm flippati di gente metà umana e metà robot o alieno che alterna ai cartoni animati splatter. Ok, jeans, tacchi e alle 9.15 ero già lì al primo bicchiere di sangria. Certo che stare in suite è tutta un'altra cosa.. la suite del residence è composta da 3-4 camere doppie, un bagno da condividere e una sala comune con divano dove ci si può vedere con gli amici.. tutta un'altra storia rispetto a dove sto io..! Nella suite di Marco c'è anche Chris, greco ma americano a tutti gli effetti, anche lui conosciuto all'inizio del semestre, classico tipo "tenebroso" e strano che però ti incuriosisce e ti viene voglia di conoscerlo meglio; Marco mi ha detto che è stato in Iraq, forse è solo per questo che è "tenebroso".. Poi sono arrivate le ragazze: la più coperta aveva i capezzoli appena dentro al reggiseno (per poco), tutte belle e simpaticissime ma non mi ricordo nemmeno un nome perchè erano tutti "strani" a parte Michelle che è più facile da ricordare. Poi ci siamo trasferiti nella suite delle ragazze e alcune erano già sulla via della perdizione.. che bello, finalmente una serata leggera, allegra, frivola, da lasciarsi andare al divertimento senza pensare ad altro.. siamo andati in alcuni bar, abbiamo ballato sempre e bevuto altrettanto, mi hanno anche detto di tenere d'occhio il mio bicchiere (cosa che avevo già sentito ma non credevo fosse così comune) perchè ci possono mettere dentro non so che droga e vai fuori come un terrazzo. Il ballo tipico nei bar americani si chiama fai sesso con i vestiti addosso: non c'è ragazza che non si strofina e ragazzo che se ti punta ti viene a ballare dietro che nemmeno ti accorgi, ma credo di avertelo già raccontato.. Mi sono divertita da morire, non che avessimo fatto chissà che ma mi ci voleva troppo una serata così. Al ritorno abbiamo preso il pulmino abusivo che viaggia di notte caricando i ragazzi dalla città e li riporta in campus. Una "tazza" di coca e rum e 3 birre.. a volte mi stupisco di quanto reggo, erano quasi tutti sfatti e io potevo continuare a ballare almeno un'altra ora, solo che la mattina alle 10 avevo lezione.. I tacchi mi hanno ucciso i piedi, ho anche camminato scalza per un po', proprio non ce la facevo più, ma ne è valsa la pena. A letto alle 4 passate sveglia "automatica" alle 8.. Il bello è che dopo lezione sono anche voluta andare in palestra, e dopo la palestra ho incontrato la mia compagna di stanza finalmente vestita da donna che andava al centro commerciale e ho avuto il coraggio di dire vengo anch'io.. quindi doccia velocissima, niente pranzo e via a fare shopping.. erano le 11.30 di sera e tra una cosa e l'altra ancora non dormivo.. ma sarà che qualcuno ce l'ha messa davvero un po' di droga nel mio bichiere???

lunedì 14 aprile 2008

12 gennaio - 12 aprile

Da quando ho scritto l'ultimo resoconto mensile, il tempo è letteralmente volato. Tra le vacanze di Pasqua, Boston, lo squadrone dall'Italia e la solita frenetica routine del college non mi ero neppure resa conto che il 3° mese americano era alle porte, ma c'è stato qualcosa che me lo ha fatto tornare in mente. Michela non poteva rimanere in America per più di 90gg perchè aveva soltanto un visto di tipo turistico ed è ripartita giovedì scorso. Sono passati solo pochi giorni da quando l'abbiamo accompagnata all'aeroporto, ma la sua assenza si sente già. Ha condiviso questa esperienza con me dall'inizio, dall'incredulità di essere finalmente in America allo shock dell'arrivo in college, come io ho condiviso insieme a lei la difficoltà di inserirsi nella scuola di danza e la soddisfazione dello spettacolo a New York. Chi l'avrebbe mai detto che ci supportassimo (e non sopportassimo!!) così tanto, che ci saremmo fatte forza a vicenda ma anche che ci divertissimo in modo spensierato anche semplicemente passeggiando per New York e sentirla ogni giorno sempre più familiare. Questo viaggio ci ha fatto avvicinare molto e sono strafelice di aver potuto conoscerla anche sotto questo aspetto. Se avevo voglia di fare qualcosa o andare da qualche parte lo chiedevo a mia sorella e avevo sempre una compagna pronta all'avventura; ogni weekend se non partivamo insieme ci davamo appuntamento alla stazione degli autobus a NY e da lì iniziava un altro episodio da raccontare, senza programmare niente, andavamo dove più ci piaceva in quel momento. Mi ricordo come fosse oggi il primo giorno nella city, eravamo completamente sbalordite con un sorriso enorme e gli occhi luccicanti che non ha lasciato mai i nostri visi nemmeno per tutte le volte che siamo tornate. Il ricordo più bello che ho è quando ci siamo date appuntamento dall'indiano mentre lei stava pranzando/cenando: erano le 17 ed eravamo tutte e due stanchissime e un po' deluse dalla settimana io in college e lei per l'audizione, ma allo stesso tempo non avevamo voglia di tornare a casa, così abbiamo cominciato a passeggiare verso sud Manhattan costeggiando la west side. Siamo andate al Greenwich Village e, per dare una svolta alla giornata, da lì abbiamo deciso di andare a vedere la Statua della Libertà. Camminando ci siamo accorte che la strada era lunga così abbiamo trovato un autobus gratuito che ci ha portate direttamente lì. Non mi scorderò mai quel momento, nemmeno quando siamo andate sul traghetto e abbiamo perso l'autobus per tornare a casa, per questo ho inserito una foto di quel giorno, anche se non è delle migliori.. Neanche c'è bisogno di scrivere che mi mancheranno le corse alla stazione, le telefonate, la compagnia sempre disponibile e aperta a qualsiasi avventura e le chiacchierate a raccontarci la settimana.. I nostri caratteri si sono venuti incontro a vicenda e ora mi sento un po' più aperta all'avventura mentre ho scoperto lei più matura.
Sister, sono orgogliosa di te! love you, Micky! we miss you!!! Torna presto and have some g-a-t-o-r-a-d-e sometimes!

sabato 12 aprile 2008

Italianii!!!

Come promesso, (e come temuto!) la settimana dal 25 marzo al 1 aprile si è festeggiato l'Italian Week ma niente di patriottico: i miei genitori, amici e connessi sono venuti a trovarci.. Per accoglierli nel migliore dei modi ho preparato un itinerario da fare invidia alle guide del Qui Touring e per ben 7 giorni li abbiamo portati, di corsa, su e giù per Manhattan. Anche io e Michela siamo rimaste in albergo tutta la settimana credendo di potermi finalmente godere anch'io un po' di meritata pausa, ma se ti dico che è stato più duro di un lavoro non ci credi.. Gestire bisogni e interessi diversi non è facile, soprattutto in una città dove non c'è tempo di fermarsi, e fare da interprete a tutti è stata una dura prova; per fortuna io e mia sorella ci siamo date i "turni". Mi è dispiaciuto non potermi godere per bene sia la presenza dei miei sia la "vacanza" a Manhattan, ma ero talmente presa dal volergli fare vedere tutto in così poco tempo che è stato più uno stress che un piacere. Ovviamente sono stata contentissima che mi sono venuti a trovare, ci mancherebbe, soprattutto orgogliosa di avergli fatto prendere l'aereo per un viaggio così lungo. Così come mi sono venuto a trovare a Londra, me li sono ritrovati anche a New York, ma è stato bello perchè anch'io ho visto posti che essendo "troppo turistici" per vocazione li avevo scartati in anticipo, invece.. Abbiamo fatto quasi tutto Central Park a piedi, abbiamo visto il Metropolitan Museum of Art e finalmente la fantastica struttura del Guggenheim Museum che sfortunatamente era in ristrutturazione. Li ho portati sul traghetto per Staten Island per vedere meglio la Statua della Libertà e i grattaceli di Manhttan dall'acqua, siamo stati a SoHo, a Little Italy per vedere il palazzo tricolore del ristorante "Puglia" e il Greenwich Village, siamo saliti sull'Empire State Building per vedere la città dal grattacielo più alto, siamo andati al Madison Square Garden, siamo passati per Ground Zero dove le gru sono ancora al lavoro, il Lincoln Center, Radio City Music Hall e il Rockefeler Center compresa la nuova fontana. Abbiamo visto da fuori gli studi della NBC mentre allestivano un set, siamo andati da Bloomingdale's uno dei centri commerciali più in di Manhattan (si, New York è anche shopping.. eccome!), abbiamo attraversato a piedi il ponte di Brooklin, siamo andati a Wall Street, la zona portuale di Seaport e Battery Park; li ho portati a vedere i Chrysler Building, il Flatiron Building (quello triangolare che divide la Broadway), abbiamo cenato al 65 piano del palazzo della General Electric da Cipriani uno di ristoranti più famosi ed esclusivi di Manhattan (una settimana prima ci si è risposata l'ex moglie di Sarkozy!), siamo andati a fare shopping nel paradiso degli Outlet e domenica a cena c'è stato l'incontro (strappalacrime) con i vari parenti americani che ancora non ci conoscevano.. In più c'è da dire che la sera io, Miky e Michi uscivamo fino a tardi quindi la mattina non eravamo proprio in condizioni..
Insomma, tutto questo in appena 7 giorni e le avventure sono state tante: dall'aeroporto all'albergo ci siamo fatti caricare in un mini pulmino da sei posti mentre noi eravamo 7 con tanto di valigie, abbiamo camminato sotto la pioggia, al freddo e con il vento forte (e qualcuno lamentava che gli avevano sequestrato la lacca all'aeroporto!) abbiamo perso uno zaino pieno di regali per i parenti nel taxi, le donne delle pulizie in albergo mi hanno rubato due pacchetti di sigarette, abbiamo sbagliato direzione della metropolitana e siamo arrivati nel Queens invece che Downtown, la mattina, poi, "colazione in camera".. eh, si, facevamo colazione tutti nella stessa camera con le brioches, i muffin e i panini che prendevamo nella hall dell'albergo e li mangiavamo o sul letto o sulla scrivania perchè non c'era la sala colazioni.. però ci siamo fatti offrire dolci al ristorante e qualcuno ha mangiato gratis perchè il proprio piatto non è arrivato insieme agli altri (eggià, basta reclamare con la direzione..!) e al ritorno in aeroporto abbiamo voluto chiudere in bellezza prendendo una Limousine per lo stesso prezzo del pulmino e stare nettamente più comodi..
Ragazzi, grazie per essere venuti, grazie per essere stati dietro al mio passo svelto che ormai si è adeguato a quello di NY.. sono orgogliosa di voi!!!!!!!!!

Pasqua all'americana

Per la domenica di pasqua siamo andati a casa dei parenti di Alfred. La sera prima abbiamo dipinto le uova sode come si usa fare qui e la mattina abbiamo fatto colazione all'americana con salsicce, patate, uova ecc.. Il pranzo (cena) di Pasqua era in programma per le 15 e per la prima volta da quando sono qui ci siamo goduti una bella giornata di sole e ci siamo anche abbronzati un po' mentre Lucas cercava le uova di pasqua nascoste nel giardino dietro casa, tipo caccia al tesoro. Pasqua in famiglia quindi, con un buffet self service di cose buonissime da mangiare e da bere: io, Michela e Margherita ci siamo scolate 2 bottiglie di vino rosso.. quest'anno la Pasqua era alta nel vero senso della parola..!!! La sera poi, abbiamo concluso in bellezza: con 2°C di temperatura esterna, io Michela e Tyler abbiamo fatto il bagno nella Hot Tub: oltre alla piscina che aprono d'estate, i miei cuginetti americani hanno una vasca idromassaggio riscaldata da 8 posti. In mutande siamo entrati nella vasca, solo che al primo passo non ho fatto caso al gradino e sia le sigarette che la macchina fotografica sono finite a fare il bagno con noi.. per questo non ho foto.. Le luci colorate dell'idromassaggio spiccavano nel buio e la pelle "fumava" in contrasto col freddo che faceva.. che figata, mi sono troppo divertita, un vero tocca sana dopo la sbornia pasquale..!! ma il bello doveva ancora arrivare: mancavano solo 2 giorni all'arrivo dello squadrone italiano..

giovedì 10 aprile 2008

Vacanza in college

Dopo la prima parte dello Spring Break a Boston avevo in programma di andare a Washington per il weekend di Pasqua, ma, come sempre c'è stato un MA che ha fatto saltare la vacanza; dovevo andare con Michela e Iona, la brasiliana, ma mia sorella era impegnata con le audizioni e Iona si è tirata indietro dopo il viaggio a Boston perchè si era resa conto di avere speso troppi soldi. Dalla sera di lunedì 17 a venerdì 20 sono rimasta in college, per essere precisi dentro le 4 pareti della camera, tranne un breve intervallo a Newburgh per la festa del papà perchè avevo già promesso che avrei fatto il tiramisù per Alfred. La buona notizia era che la mia compagna di stanza era tornata dalla sua famiglia e non mi sembrava vero avere la camera tutta per me, finalmente! Questo particolare è quello che più mi ha fatto apprezzare l'essere costretta al college per studiare, come se stare in camera per i fatti miei fosse la mia vera vacanza. Sapevo già che sarei rimasta in college almeno 3-4gg durante la settimana di festa per avvantaggiarmi con i compiti perchè sapevo che la settimana dopo con lo squadrone dall'Italia non avrei potuto fare niente, solo che non avevo considerato quanto fosse difficile col campus deserto (a parte papere, oche e scoiattoli) e senza tutti i servizi del college, soprattutto la Mensa! Da Boston ho fatto spesa prima di partire sapendo che avrei potuto approfittare del mini frigorifero della "carabiniera" (compagna di stanza) e il microonde della lounge room: per 3 giorni ho mangiato latte e cereali, a volte pane e prosciutto e tanti yogurt. Troppo pigra per andare a cena fuori e per di più da sola. Solo il penultimo giorno ho saputo dell'unico punto di ristoro sul campus aperto a orari limitati, ma per fortuna l'intermezzo a Newburgh per la festa del papà  è stato l'ideale per riempirmi un po' la pancia..! Sabato prima di Pasqua era ora di fuggire dal college per andare a New York con Michela: ci siamo incontrate al solito bar perchè siamo partite da posti diversi. Non sapevo se ero stata troppo tempo segregata in college in mezzo al niente o c'era davvero qualcosa di diverso dal solito: ovunque andavamo sentivamo parlare italiano. Mi sono chiesta come mai fino ad allora fosse stato raro sentire il romano o il siciliano, ma quel giorno sembrava che l'Italia si fosse trasferita a Manhattan. Non avevo pensato che era la settimana di Pasqua e con il dollaro così favorevole me lo dovevo aspettare. Quel giorno non abbiamo fatto neanche tante foto, un po' perchè Micky mi ha raccontato dell'audizione e finalmente l'hanno presa per uno spettacolo, un po' perchè questa città comincia a diventare sempre più familiare, e da turiste stile giapponese con la macchina sempre al collo siamo passate a fare da  guida ai nostri genitori e il resto dello squadrone la settimana dopo..

giovedì 3 aprile 2008

Spring Break a Boston

Sono più di 2 settimane che non mi faccio sentire e lo so che muori dalla curiosità.. La settimana di Pasqua ci sono state le vacanze; sono riuscita ad andare a Boston dal 14 al 17 marzo con un viaggio organizzato dall'Art History Association del college, 3 notti all'Holiday Inn e viaggio in pullman per soli 50$, praticamente gratis, ma la condizione era dividere la stanza con altre 3 persone in 2 letti matrimoniali. Sapevo per certo che sarei stata in stanza con la coreana e la giapponese che sicuramente avrebbero diviso un letto, e io? chi era la quarta persona?? Ho dormito con Essin (non so se l'ho scritto giusto ma si pronuncia così) dalla Turchia. Per 3 notti ho dormito sul ciglio del letto perchè questa tipa sembrava un po' spostata: mentre noi giravamo come trottole per Boston,  la turca proprio no: è stata 4 giorni e 3 notti sotto le coperte e guardare la TV. Ogni volta che ritornavamo in albergo lei era già sotto le coperte sintonizzata su qualche soap opera e non è mai uscita oltre le 18 tranne la prima sera per andare a cena. Il primo giorno l'ho "sprecato" a fare shopping con la giapponese Tomomi e la coreana BoRam: altre 2 paia di scarpe, ma erano talmente scontate che non le potevo lasciare lì. Ma il giorno successivo mi sono talmente pentita di non aver girato per bene la città che abbiamo cercato di recuperare tempo. Al nostro trio si è unita Iona, la mia amica brasiliana, e siamo andate alla ricerca del Freedom Trail; è un percorso segnato sull'asfalto da mattoncini o da una linea rossa: è lungo circa 4 Km e seguendolo si possono visitare 16 luoghi storici della città e i panorami più belli. E' stato super divertente perchè proprio non avevamo idea di dove eravamo dirette e il tempo non è stato sempre favorevole per la pioggia. Boston è fantastica, è una città fatta per camminare, è tranquilla, abitabile ed è mooolto europea. Le colonizzazioni inglesi/iralndesi hanno lasciato un segno indelebile. Boston è un misto prefetto tra antico e moderno: da una parte vedi antichi palazzi dell'700/800 e tra essi vedi spuntare grattaceli di vetro e specchi, e poi tanto tanto verde. Boston è per metà irlandese e per metà italiana e i palazzi e le strade sanno di Irlanda, Italia e America messe insieme, c'è una parte storica e una parte moderna e rispetto a New York è nettamente più tranquilla anche se non mancano i locali in. La metro, poi, sembrava quella di Londra:  i treni e le stazioni sono più nuovi di quelli di NY ed è molto più facile da usare (non mi sono persa mai, mentre a NY ogni tanto sbaglio direzione!). Boston è bellissima soprattutto nella zona universitaria piena di studenti e di giovani (e che giovani!) in generale; eggià, a Boston c'è nientepopodimeno che Harvard che è formata da una campus enorme, pieno di librerie cha fanno venire voglia di studiare. Stavo per baciare i piedi della scultura di John Harvard, dicono che porta bene, ma per fortuna mi sono fermata in tempo perchè 4 ragazzi spagnoli ci hanno detto che gli studenti di solito ci fanno la pipì sopra. Siamo capitate a Boston proprio nel periodo del San Patrick's day (17 marzo) e tutti erano vestiti con qualcosa di verde, ma ci siamo perse la parata perchè eravamo sperdute lungo il Freedom Trail e siamo arrivate solo quando erano già tutti ubriachi. Sulla metro quasi ci vomitavano addosso.. Comunque devo dirti che mi sono resa conto di avere la maledizione della nightlife. Si, è proprio così, da quando sono a NY non sono riuscita a farmi una serata ignorante con una bella bevuta (con le amiche intendo, perchè con margherita e mia sorella ne abbiamo fatte eccome) perchè c'è sempre qualcosa. Anche a Boston erano tutte invornite e io mi sono stupita dell'energia che ho: ero la più grande e non vedevo l'ora di sedermi in qualche bancone e chiedere qualcosa da bere, ma: una è stanca, l'altra ha 20anni e non la fanno entrare, la brasiliana che è quella più attiva si era scordata la carta d'identità. Mi cadevano le braccia per terra e siamo andate da Finale a prenderci un dolce da 15$. La sera dopo le orientali andavano a letto subito dopo cena e io ho costretto Iona che era da un'altra parte a muovere il culo e incontrarci a metà strada; i pub stavano chiudendo oppure c'era una fila lunghissima per entrare, così, cammina cammina, siamo arrivate vicino all'albergo e abbiamo trovato un pub aperto lì vicino.. finalmente una pinta di birra e buon San Patrick!