giovedì 29 maggio 2008
Happy birthday
Oggi ho pianto e riso sempre. Finalmente New York. Ho pianto al pensiero di lasciarla e riso per la bella giornata che ho passato. Purtroppo non ho molto tempo per raccontarti i dettagli di questi ultimi giorni, sto cercando di godermi tutto fino all'ultimo minuto e non ho tempo di scrivere.. domani torno a New York per l'ultima volta.. la amo.
lunedì 26 maggio 2008
Signs
Sono tornata a Newburgh sabato e non mi sono mossa più. Il tempo ha fatto schifo: pioggia continua fino a giovedì e freddo. In più la suocera di mia cugina era molto malata e purtroppo non ce l'ha fatta. Martedì sono andata in palestra con Maryssa, la fidanzata di Tyler, siamo andate a vedere il suo vestito per il ballo della scuola e poi la brutta notizia. Stranamente la serata si è svolta come al solito: TV, vino, snacks e American Idol, ma c'era tensione, anche se tutti si aspettavano la notizia da un momento all'altro. I giorni successivi c'è stata la veglia come si usa fare di solito qui prima dei funerali e non me la sono sentita di lasciare tutti a casa e andarmene in città, così ho rimandato fino a venerdì quando.. la mattina Margherita mi sveglia dicendo che la prima pagina del giornale riportava lo sciopero dei conducenti di autobus. No, No, NO! Non ci potevo credere. Avevo troppo bisogno di andarmene almeno per un giorno sia per la tensione che c'era a casa sia per aver guardato il bambino per ben 2 giorni di fila.. troppo! Mi sono messa il cuore in pace ma dentro di me il sangue bolliva ancora.. Insomma 2 settimane in più per cosa?? stare a casa a guardare la pioggia e guardare il bambino, fare niente a parte mangiare tutte le schifezze del mondo..? Non mi va di dire era meglio tornare a casa quando era il momento, ma l'ho pensato.. Dopo il funerale di sabato eravamo tutti un po' più rilassati, anche perchè qui si usa fare un grande party dopo la cerimonia. Ho mangiato e soprattutto bevuto.. Così ho deciso che per riscatto avrei passato almeno una notte a NYC ed ho chiamato 2 miei contatti che probabilmente mi avrebbero aiutato. Devid, abita nella mia stessa via a Senigallia, fa l'insegnante di spagnolo e abita nell'East Village; ho chiamato ripetute volte senza risposta e poi mi sono ricordata che il cellulare americano di mia sorella in Italia non funziona, in più avevo sentito dire che Devid sarebbe tornato definitivamente in Italia a Maggio.. 2+2.. La mia ultima possibilità era.. indovina un po'? La danese.. mi ha detto che sarebbe rimasta a NY per altri 2 mesi per uno stage e aveva trovato una stanza in affitto in una houseboat.. non mi importava, ho chiesto se poteva chiedere al padrone di affittarmi una stanza per una notte o 2 ma mi ha risposto che era andata via da lì perchè non si trovava bene.. F--k!!! OK, baby girl, relax, ho deciso che avrei passato almeno tutto il giorno del mio compleanno in città e volevo anche andare a vedere un musical Mamma Mia, ma.. indovina?? Il treno, l'alternativa all'autobus dato che sono ancora in sciopero, è molto costoso, in più domani 27 maggio, MIO compleanno, sarà una giornata da tuoni e fulmini e in più Mamma Mia lo fanno solo dal mercoledì alla domenica.. Ma insomma..!??!?! Per fortuna oggi abbiamo passato un fantastico Memorial Day: sole, sdraio, barbecue e vino a volontà.. - 3 giorni, ma sono fiduciosa.. Non è ancora detta l'ultima parola..
mercoledì 21 maggio 2008
Goodbye New Paltz

Lasciare New Paltz non è stato del tutto facile. Dopo lo sbattimento per il biglietto, gli esami e ben 9 giorni di pioggia neanche fossi nella foresta amazzonica, l'ultimo thursday night party non è andato proprio come volevo.. ero pronta a fare i "fuochi d'artificio", come avevo anticipato a Marco, ma non so perchè non ero abbastanza carica. Già da qualche giorno si vedevano studenti aiutati dai genitori caricare le macchine e pronti a tornare a casa, le camere erano semi vuote e le porte delle stanze non avevano più i fogli, biglietti, le foto attaccate e le scritte sulle lavagne.. Giovedì 15 ero tornata al campus con addosso ancora la tensione dell'ultimo esame della mattina e la luuunga giornata all'aeroporto ed ero un po' stanca. Ho chiamato i "compari" per sapere che serata avevano in programma ma stavano cominciando a traslocare così non ci siamo dati un appuntamento preciso. La mia compagna di stanza rimaneva a casa; mi faceva un po' pena e mi dispiaceva lasciarla sola così ci siamo fatte una birra insieme e all'una sono uscita da sola per raggiungere gli altri. Marco era da Oasis ma non avevo voglia di andare lì così sono andata al solito posto sperando di incontrare qualcuno che conoscevo. Mi sono divertita, sono stata bene ma niente di che, e il pensiero di salutare tutti non con il solito ciao ma promettendoci di risentirci mi faceva stare male. Si dice sempre così: in bocca al lupo, rimaniamo in contatto, vieni a trovarmi quando vuoi ma poi si sa che ci si perde sempre di vista. Stavolta spero di no, anche perchè con Facebook è facile rimanere in contatto e poi voglio assolutamente tornare. Il momento più emozionante della serata è stato quando Marco mi ha detto che tra tutti gli studenti di Urbino che hanno studiato a SUNY e che lui ha conosciuto io sono la Numero 1.. Sono orgogliosa che me l'abbia detto una persona che stimo molto e che ammiro. Sono stata una delle ultime a lasciare il campus, sono partita sabato 17 sotto un sole cocente (finalmente!) che ha facilitato la tensione dei saluti, una valigia stracarica e una decina di buste in attesa di comprare un'altra valigia. Il giorno prima, il venerdì, il primo saluto dolente: Iona. Pioveva a dirotto e ho incontrato la mia brasiliana preferita al pizza place. Lei partiva per NY dove si fermava per il weekend e poi l'aereo per Rio domenica. Ci giravamo intorno, parlavamo del più e del meno, le ho raccontato la serata precedente come al solito e alla fine ci siamo abbracciate piangendo in mezzo alla sala del ristorante come due stupide. L'ho abbracciata forte e ci siamo invitate a vicende nei nostri paesi. Iona è stata la mia sorella minore per tutto il tempo, soprattutto dopo che Michela è partita, tra l'altro hanno caratteri molto simili. La sera invece non sono uscita ma ho passato tutta la sera a impacchettare tutto, svuotare il frigobar dalle birre e a guardare ben 3 film con la mi compagna di stanza. Stavo cercando di organizzare per bene il posto perchè avevo realizzato che non avrei avuto abbastanza posto per tutto quando ho ricevuto la più bella sorpresa, il più bel regalo che mi farà ricordare per sempre quel posto e quell'esperienza: un mio ritratto dipinto dalla mia compagna di stanza. Inutile dire che ho pianto. Il momento della partenza poi, girovagavo per i corridoi in lacrime a salutare tutti i Residence Assistants e i pochi rimasti per le lauree. Alle compagne più strette ho lasciato un biglietto sotto la porta con 2 righe di saluto per evitare ulteriori lacrime. La domenica c'era la cerimonia delle lauree, tutti con la toga e il berretto proprio come nei film, ma io me la sono persa come mi sono persa il party finale di sabato sera: sabato pomeriggio dovevo andare al pranzo per la cresima della figlia di un altro cugino e domenica Tyler voleva che andassi alla sua partita di baseball. Non potevo pretendere che mi riaccompagnassero di nuovo a New Paltz; non mi importava tanto del pranzo ma della partita si e se avessi avuto la macchina sarei riuscita a fare tutto. Non posso certo lamentarmi, mi rendo conto della fortuna che ho avuto, della fantastica esperienza che i miei genitori, e non solo, mi hanno permesso di fare (in termini economici intendo) e del fantastico appoggio che ho avuto qui. Ho scoperto di avere anche qui una famiglia grande quanto quella che ho in Italia.. incredibile la coincidenza di studiare a 20Km dal paese dei miei parenti. Ho conosciuto persone fantastiche, altre meno, ma sono cresciuta, sono diversa, arricchita da questa incredibile avventura, questo incredibile sogno da cui pian piano mi sto svegliando.. Grazie a tutti.. di cuore!!!!
martedì 20 maggio 2008
il Sogno, l'Incubo, il Risveglio

Incredibile, assurdo e spaventoso quello che mi è successo la settimana scorsa. Avevo programmato da un po' di posticipare il volo di ritorno in programma per il 18 maggio, cioè domenica scorsa, consapevole di dover pagare 15oeuro. Avevo già chiamato la compagnia 10gg fa per sapere come potevo fare per posticiparlo e una gentilissima signorina mi ha detto che potevo farlo tranquillamente per telefono fino a un giorno prima della partenza precedentemente fissata. Le ultime 3 settimane le avevo passate in college, New York l'avevo vista l'ultima volta 20gg fa circa: volevo rimanere proprio per riposarmi un po' a Newburgh dato che l'ultimo anno, tra laurea e lavoro, non ho avuto tempo nemmeno di passare un weekend in completo relax. Volevo proprio godermi con calma la città, fare shopping, vedere un altro musical, passeggiare con calma tra i grattacieli e Central park e avere un fantastico ricordo di un'esperienza che mi porterò dentro per tutta la vita.. Davo per scontato di rimanere più a lungo, quindi anche il distacco dal college non doveva essere così traumatico dato che comunque sarei rimasta negli Stati Uniti ancora per un po'. Martedì mattina avevo finalmente avuto la spinta finale a cambiare il volo da parte dei miei genitori; ho parlato con loro dopo tanto ed erano daccordo con me nel rimanere di più a lungo possibile. Gasatissima e decisa chiamo Lufthansa nel pomeriggio (la mattina dopo avevo l'esame di advertising strategy!) ma la compagnia si è rimangiata le parole e da qui le prime complicazioni. La compagnia tedesca non poteva più aiutarmi perchè il volo era solo "operato" da loro e per qualsiasi cambiamento dovevo fare riferimento alla compagnia aerea principale, la United Airlines. Chiamo la compagnia americana e mi dice che non c'erano voli della stessa rotta del mio fino ad agosto e mi ha proposto un saliscendi assurdo da un aereo all'altro attorno tutti gli USA prima di arrivare in Italia. Un viaggio di ritorno di 24h, neanche dovessi andare in Australia.. Ero sconvolta. E non solo per lo sbattimento di cambiare 3 aerei per tornare a casa, anche perchè se avessi deciso di accettare non sapevano dirmi quanto avrei dovuto pagare in più (oltre ai 150euro sicuri) perchè volevano vedere il mio biglietto "dal vivo", cioè sarei dovuta andare all'aeroporto.. C'era un cambiamento di classe da fare, cioè dall'economy ad una superiore, e non sapevano dirmi quant'era.. Ho passato l'intero pomeriggio al telefono, ho rotto le scatole a tutti e ovviamente non ho studiato.. Domo l'esame della mattina dopo ho ritentato in tutti i modi, ho anche chiamato expedia.com che mi ha trasferito all'ufficio italiano dove mi ha risposto uno mezzo addormentato dicendo che avevo sbagliato numero.. in Italia erano le 4 di notte! La notizia è stata una bomba, avevo programmato i giorni supplementari e invece mi toccava partire al volo, era finito tutto un'altra volta e, come quando sono arrivata, senza che mi rendessi conto di niente.. Sono riuscita a scoprire quanto mi avrebbero addebitato per il posticipo del mio volo: 300 euro..!!! I miei sono stati eccezionali perchè hanno capito quanto volessi rimanere e mi hanno detto di farlo senza pensare alle spese.. avevo fatto tanto per trovare un volo economico e aggiungere così tanti soldi per 10gg in più non mi sembrava sensato. Mi sono messa il cuore in pace pensando che il destino voleva che tornassi a casa il 18, così ho programmato gli ultimi 2,5gg per fare tutto quello che avrei voluto fare.. Ma io sono testarda e se mi impegno anche ignorante e paracula.. giovedì mattina, dopo l'ultimo esame, sono andata a New York e da New York all'aeroporto.. un viaggio interminabile accompagnata dalla consapevolezza che se non fossi riuscita a combinare niente avrei perso anche una giornata utile a NY. Sono scesa al Terminal 1 dove ero sicura al 100% avrei trovato l'ufficio di Lufthansa; la United era al Terminal 2 quindi ero anche pronta fisicamente e psicologicamente a dovermi dirigere lì se non fossi riuscita a risolvere.. Ma porca miseria, possibile che mia sorella ha semplicemente fatto tutto allo sportello di Lufthansa senza doversi preoccupare di nient'altro che pagare 150 euro?? che non sono poi pochi.. Sicura e determinata come se non avessi nient'altro da perdere sono andata allo sportello e in 10 minuti avevo un nuovo bilglietto.. In realtà avevo una prenotazione non confermata perchè l'ultimo ragazzo con cui ho parlato mi aveva fatto la gentilezza di riservare l'unico volo disponibile per 3gg e avrei dovuto confermarlo entro quel termine, pena l'annullamento di entrambi i voli.. Il bello è che ho pagato la cifra che mi aspettavo, cioè i 150euro; probabilmente ci avevo visto giusto: cambiando la prenotazione con la United avrei dovuto pagare 150 a loro e 150 a Lufthansa, così ho saltato un passaggio! Al ritorno in metropolitana avevo il mio iPod nelle orecchie e ridevo, ridevo, ridevo, come una scema e la gente mi guardava.. chissà cosa avranno pensato che ascoltassi.. Mi sono fermata in centro dove ho raggiunto Iona e siamo andate a fare un po' di shopping.. alle 9 ero a casa, pronta per l'ultimo giovedì sera in college..
p.s. mi sono accorta che la mia grammatica italiana sta degenerando.. un punto a favore dell'inglese??
lunedì 12 maggio 2008
12 gennaio - 12 maggio
Un altro mese è passato. Veloce come il vento quando tira la bora.. Stamattina mi sono svegliata ancora senza voce e avevo l'esame di danza compreso il monologo. Col giapponese ci siamo incontrati anche oggi per ripassare l'ultima volta la coreografia, ma il monologo non l'ho ripassato per niente convinta che la prof avrebbe avuto pietà delle condizioni della mia gola. Usciva appena un sibilo e facevo uno sforzo incredibile per parlare; le ultime forze le ho consumate per le prove della coreografia col giapponese. Sono arrivata in classe convinta della figuraccia che avremmo fatto e per questo assolutamente tranquilla, tanto peggio di come avevo previsto non poteva andare.. Invece... è andata peggio.. NO, scherzo! In teatro tutti i gruppi si erano preparati anche con i costumi, io avevo la tuta più brutta che ho e che non avevo mai indossato fino ad allora, ma purtroppo tutto il resto era in lavatrice.. Abbiamo fatto la coreografia con una musica che ho scelto personalmente di grande impatto.. un figurone!! tutti ad applaudire forte e gridare!! che gioia!!! Poi il monologo: alla prof non importava se avevo la voce o meno, era un esame dopotutto, quindi mi sono buttata, gasatissima dalla prova appena fatta, ed è andata.. Alla fine ho fatto alcune foto per ricordo, non che abbia legato chissà quale amicizia con loro, ti ripeto che qui sono molto individualisti, però il pensiero che sicuramente molti di loro non li rivedrò o sentirò più mi mette comunque tristezza. Per il campus si cominciano a vedere persone partono e per i corridoi gente che impacchetta e si prepara alla partenza. Liz, la capa del mio corridoio ha regalato a ognuna un cd con dei pezzi scelti da lei e che sto ascoltando ora.. non è molto allegro, quindi smetterò di ascoltarlo presto. Molti dei ragazzi americani che ho sentito sono contenti di tornare a casa, mentre gli internazionali sarebbero più propensi a rimanere. Allora non sono l'unica! Sto cercando di convincere Iona a posticipare anche lei il suo volo e rimanere un po' di più tanto per farmi compagnia. Oggi è stata una giornata grigia, a parte per l'exploit di danza. Il cielo è stato sempre grigio e tirava un vento abbastanza freddo, anche se le previsioni avevano messo pioggia tutto il giorno. Per fortuna non ha piovuto. Stamattina sono andata a fare colazione gustandomi per l'ultima volta le pancakes con i mirtilli e le gocce di cioccolata. Che buone, devo riportarmi a casa il preparato così le posso fare anch'io. Il momento più emozionante della giornata è stato senz'altro la scoperta dei nuovi arrivati. Avevo sentito dire che finalmente erano usciti ma fino a stamattina non li avevo visti. Minuscole papere e oche camminavano a passo svelto cercando di stare dietro alla madre che non voleva assolutamente che nessuno si avvicinasse, e te lo faceva capire con versi abbastanza arrabbiati oppure ti veniva incontro a passo svelto e col becco aperto mettendoti un po' paura.. Stranamente non ho pianto per l'emozione, ma la voglia di prenderne una in mano era tantissima. L'altro giorno ho visto anche un minuscolo scoiattolo: era grande quanto un palmo di mano con la coda e tutto.. Sembra proprio che il campus non voglia mai rimanere inanimato: mentre le camere dei residence si svuotano, i laghetti e i prati si riempiono di nuove minuscole creature che iniziano l'avventura proprio quando la mia sta per finire.. beate loro.
domenica 11 maggio 2008
Zombie
Sveglia alle 8, piedi gonfi e faccia da cadavere. No, non è lunedì mattina ma domenica. Peggio. Non voglio nemmeno immaginare domani che è realmente lunedì.. Ok, lasciami raccontare: non dormo dal weekend precedente per colpa della carabiniera. Ha tenuto il ventilatore acceso giorno e notte per non parlare delle finestre spalancate. Ogni volta che andavo a dormire dovevo ricordarmi di chiudere la finestra che da' sul mio lato, ma ogni mattina mi sono svegliata comunque con un principio di raffreddore e mal di gola fino ad oggi che proprio non parlo. Se mi sforzo posso emettere qualche assurdo sibilo ma mi hanno consigliato di non parlare o continueranno a chiamarmi brazilian viado. Mercoledì è stato ufficialmente l'ultimo giorno delle lezioni e io sono andata a Newburgh. Avevo troppo bisogno di cambiare aria, rilassarmi un po' e soprattutto dormire, anche se avevo intuito che la sera ci sarebbero sicuramente stati festeggiamenti; infatti verso le 15 in una delle piazze principali del campus c'era già musica e barbeque pronto a cuocere salsicce. Sono partita comunque anche se un po' titubante. La "fine" è vicina e non mi volevo perdere gli ultimi party, ma dovevo anche fare visita a Margherita & co. così ho sacrificato il mercoledì a favore del classico giovedì. Niente di più sbagliato. All'una di notte mi chiamano Marco e Chris e mi lasciano un messaggio in segreteria da piegarsi dalle risate. Me l'ero perso. Tutto il campus era in città a scolarsi i bar. Tutti, proprio tutti, anche le future matricole, i laureati e quelli che studieranno a New Paltz tra 2 anni.. pieno zeppo di gente, così hanno detto. Sono tornata al campus giovedì pomeriggio pronta per recuperare il giovedì sera, invece niente. Giusto una birra da Marco e niente più. In parecchi erano fuori per il weekend o probabilmente dopo il mercoledì di fuoco non hanno avuto il coraggio di uscire di nuovo. Venerdì però era il compleanno di Signe, la danese, e per festeggiare siamo andate da Tokyo Sushi, il mio preferito. Eravamo tutte daccordo per dividere diverse portate di sushi ma una volta arrivato al tavolo era davvero poco, io avevo fame e loro erano "piene". Ho mangiato giusto 3 pezzi di sushi, un assaggio di chicken noodle e il gelato al tè verde ma avevo ancora fame. Alle 10 eravamo già da P&G's pronte per la serata. Siamo entrate spaventosamente presto, dato che la serata si movimenta intorno all'una; in tv guardavano ancora la partita degli Yankees. Non ci siamo scoraggiate, anzi, un paio di drink e abbiamo aperto le danze. La musica però era da down. Non c'era il solito DJ ma altri 2 ragazzi che stavano imparando a suonare e la scelta del mix musicale non era granchè. Nonostante questo però, abbiamo ballato SEMPRE e ci siamo divertite mentre la festeggiata rimorchiava degli sfigati che più sfigati non si può. Io sono stata sempre in pista con le altre ragazze; girls night, ci voleva. Sabato dovevo finalmente iniziare a studiare ma niente: l'esame di danza mi sta mandando fuori di testa, e ora che sono anche senza voce non so come farò a fare il monologo.. Il giapponese poi, niente da fare.. dobbiamo incontrarci anche oggi ma non so cosa verrà fuori domani all'esame.. Dopo cena mi sono fermata sulla panchina con Iona: ci mancheranno le nostre stravaganti chiacchierate e abbiamo promesso di sentirci sempre e di visitare i nostri paesi, una a casa dell'altra. Mi mancherà davvero. La sera sono andata con Marco ed il suo compagno di stanza cinese al party del baseball team. Non ero proprio in vena di uscire ma neanche di stare a letto (anche se un paio d'ore di sonno in più non guastavano, eh!) così ho deciso di andare al party ma di saltare il consueto rito dei bars in città. Il party era in 3 appartamenti diversi, tutti confinanti, fuori dal campus. Ragazzi in tuta o jeans e cappellino da baseball con il tipico fascino dello sportivo e cheerleader al seguito. E' stato bello però conoscere un'alternativa al solito bar, ma come al solito mi sono fatta trascinare.. Altro che a casa dopo il party, sono andata anch'io in centro ed era strapieno di gente. Nonostante domani inizino i finals (gli esami do fine semestre) ieri c'era tanta gente in giro, ma io ho durato poco: 3$ per entrare e sono stata dentro al massimo mezz'ora.. Dentro era invivibile per la gente che c'era ed io ero stanca e annoiata dato che siamo tornati nello stesso bar della sera prima. Volevo proprio andarmene, questione di 10 secondi: ho deciso e l'ho fatto al volo. Marco e Rosemary mi hanno consigliato di prendere il pulmino e alle 2 e qualcosa ero a casa. La carabiniera era sveglia, strano! Forse mi aspettava per sapere a che ora rientravo dato che la notte non la svegliano nemmeno le cannonate. Ho l'impressione che ultimamente organizza i suoi tempi in base ai miei e vuole sapere sempre che programmi ho.. Il mal di gola, però, mi ha salvato: sono tornata a casa senza voce, per fortuna avevo la scusa pronta per non parlarle..
lunedì 5 maggio 2008
Cinco de mayo

Lo sapevo. Era troppo bello e assurdo per essere vero. Me la stavo passando bene, benissimo e qualcosa e' andato storto. Niente di particolare, o forse troppo personale per raccontarlo qui, ma basta un attimo, qualcosa che non va come volevi o semplicemente l'inizio di una nuova settimana scendendo dal letto col piede sbagliato e tutto e' diverso. Ho la testa in confusione, non riesco piu' ad organizzarmi bene, non mi concentro sulle ultime fatiche dello studio e, senti qua, sono diventata disordinatissima. Rimprovero sempre mio padre per la scrivania del computer sempre coperta di fogli, carte e cartelle e se guardo la mia, da qualche settimana e' molto simile.. Il thursday party della settimana scorsa e' saltato, nel senso che gli altri hanno festeggiato ma io non ce l'ho proprio fatta, il mal di testa mi stava annientando i neuroni. Ho avuto la presentazione del sito la mattina di giovedi' e venerdi' dovevo consegnare il porfolio per Pubbliche Relazioni e cioe' finire di scrivere il discorso per l'external audience, una presentazione in power point, un comunicato stampa e la brochure informativa.. bingo! Te l'avevo detto che la prof si era accorta che era indietro col programma e ci ha fatto prender un colpo per finire tutto in tempo prima della fine delle lezioni. Pero' questa materia e' una delle poche che mi e' veramente piaciuta e guarda caso ho preso tutte A nei lavori che ho presentato. Dati i risultati ho chiesto alla prof di scrivere due righe come lettera di referenza per quando torno in Italia ed e' stata contentissima di farlo. Insomma alle 21.30 di gioved' sera, mentre gli altri erano gia' mentalmente pronti per la serata, io ero davanti al computer a litigare con photoshop. Sono passata da Marco e infatti erano tutti belli in forma per la serata, ma io proprio no, cosi' sono tornata i camera per riposarmi e arrivare il venerdi' mattina in classe in condizioni decenti ma il mal di testa non mi faceva dormire. Alle 2.30 sono andata nella launge room per prendermi un'aspirina, mentre Millie, l'inglese, stava finendo anche lei una presentazione. Accendo la TV e mi metto a guardare Oprah, uno dei talk show piu' seguiti d'America, che aveva come ospiti le protagoniste di Sex and the City. L'ho dovuto guardare. Stanno spingendo tantissimo il film ma, secondo me, sara' una gran delusione rispetto alla serie di cui sono innamorata. Venerdi' pero' volevo uscire e Marco aveva gia' un altro impegno per cena, cosi' sono uscita con Chris e l'abbiamo raggiunto. Siamo andati da Oasis, posto carino ma non per il sabato sera; io volevo ballare e fare casino e li' c'era la musica dal vivo di una band sudamericana, tipo bandabardo', per non parlare della gente.. L'unico che si salvava, a parte noi ovviamente, era Modesto (foto). La simpatia e allegria di questo ragazzo gay era sorprendente e abbiamo fatto vari apprezzamenti sul batterista del gruppo. Strano sentirsi in competizione con un ragazzo invece che con una lei. Da li' siamo andati da McGillycuddy ma la serata era fiacca: pista semi vuota, musica hip hop che dopo un po' rompe ma per fortuna ho incontrato due mie compagne di corridoio, Sarah e Cheri e siamo stati con loro. Oggi e' il Cinco de Mayo e si festeggia. E' una ricorrenza sudamericana, messicana credo, ma gli americani trovano sempre buone scuse per festeggiare e ubriacarsi, come mi ha fatto notare Cheri: e' anche vero che gli Stati Uniti sono praticamente la seconda patria dei sudamericani e quelli che si trovano qui vogliono festeggiare le loro tradizioni. Purtroppo non mi piace la tequila ne' il margarita (anche se la birra sii!!) quindi non mi perdo molto. E poi sono rimasta sotto con 'sto cavolo di progetto di marketing per mercoledi'.. e' per Barbie ,si, la bambola e la sua crisi di mezza eta', e non so dove cominciare. Diciamo pure che oggi non e' giornata. Rossella O'Hara mi affido a te, domani e' un altro giorno.. speriamo in meglio..
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