mercoledì 21 maggio 2008

Goodbye New Paltz

Lasciare New Paltz non è stato del tutto facile. Dopo lo sbattimento per il biglietto, gli esami e ben 9 giorni di pioggia neanche fossi nella foresta amazzonica, l'ultimo thursday night party non è andato proprio come volevo.. ero pronta a fare i "fuochi d'artificio", come avevo anticipato a Marco, ma non so perchè non ero abbastanza carica. Già da qualche giorno si vedevano studenti aiutati dai genitori caricare le macchine e pronti a tornare a casa, le camere erano semi vuote e le porte delle stanze non avevano più i fogli, biglietti, le foto attaccate e le scritte sulle lavagne.. Giovedì 15 ero tornata al campus con addosso ancora la tensione dell'ultimo esame della mattina e la luuunga giornata all'aeroporto ed ero un po' stanca. Ho chiamato i "compari" per sapere che serata avevano in programma ma stavano cominciando a traslocare così non ci siamo dati un appuntamento preciso. La mia compagna di stanza rimaneva a casa; mi faceva un po' pena e mi dispiaceva lasciarla sola così ci siamo fatte una birra insieme e all'una sono uscita da sola per raggiungere gli altri. Marco era da Oasis ma non avevo voglia di andare lì così sono andata al solito posto sperando di incontrare qualcuno che conoscevo. Mi sono divertita, sono stata bene ma niente di che, e il pensiero di salutare tutti non con il solito ciao ma promettendoci di risentirci mi faceva stare male. Si dice sempre così: in bocca al lupo, rimaniamo in contatto, vieni a trovarmi quando vuoi ma poi si sa che ci si perde sempre di vista. Stavolta spero di no, anche perchè con Facebook è facile rimanere in contatto e poi voglio assolutamente tornare. Il momento più emozionante della serata è stato quando Marco mi ha detto che tra tutti gli studenti di Urbino che hanno studiato a SUNY e che lui ha conosciuto io sono la Numero 1.. Sono orgogliosa che me l'abbia detto una persona che stimo molto e che ammiro. Sono stata una delle ultime a lasciare il campus, sono partita sabato 17 sotto un sole cocente (finalmente!) che ha facilitato la tensione dei saluti, una valigia stracarica e una decina di buste in attesa di comprare un'altra valigia. Il giorno prima, il venerdì, il primo saluto dolente: Iona. Pioveva a dirotto e ho incontrato la mia brasiliana preferita al pizza place. Lei partiva per NY dove si fermava per il weekend e poi l'aereo per Rio domenica. Ci giravamo intorno, parlavamo del più e del meno, le ho raccontato la serata precedente come al solito e alla fine ci siamo abbracciate piangendo in mezzo alla sala del ristorante come due stupide. L'ho abbracciata forte e ci siamo invitate a vicende nei nostri paesi. Iona è stata la mia sorella minore per tutto il tempo, soprattutto dopo che Michela è partita, tra l'altro hanno caratteri molto simili. La sera invece non sono uscita ma ho passato tutta la sera a impacchettare tutto, svuotare il frigobar dalle birre e a guardare ben 3 film con la mi compagna di stanza. Stavo cercando di organizzare per bene il posto perchè avevo realizzato che non avrei avuto abbastanza posto per tutto quando ho ricevuto la più bella sorpresa, il più bel regalo che mi farà ricordare per sempre quel posto e quell'esperienza: un mio ritratto dipinto dalla mia compagna di stanza. Inutile dire che ho pianto. Il momento della partenza poi, girovagavo per i corridoi in lacrime a salutare tutti i Residence Assistants e i pochi rimasti per le lauree. Alle compagne più strette ho lasciato un biglietto sotto la porta con 2 righe di saluto per evitare ulteriori lacrime. La domenica c'era la cerimonia delle lauree, tutti con la toga e il berretto proprio come nei film, ma io me la sono persa come mi sono persa il party finale di sabato sera: sabato pomeriggio dovevo andare al pranzo per la cresima della figlia di un altro cugino e domenica Tyler voleva che andassi alla sua partita di baseball. Non potevo pretendere che mi riaccompagnassero di nuovo a New Paltz; non mi importava tanto del pranzo ma della partita si e se avessi avuto la macchina sarei riuscita a fare tutto. Non posso certo lamentarmi, mi rendo conto della fortuna che ho avuto, della fantastica esperienza che i miei genitori, e non solo, mi hanno permesso di fare (in termini economici intendo) e del fantastico appoggio che ho avuto qui. Ho scoperto di avere anche qui una famiglia grande quanto quella che ho in Italia.. incredibile la coincidenza di studiare a 20Km dal paese dei miei parenti. Ho conosciuto persone fantastiche, altre meno, ma sono cresciuta, sono diversa, arricchita da questa incredibile avventura, questo incredibile sogno da cui pian piano mi sto svegliando.. Grazie a tutti.. di cuore!!!! 

2 commenti:

giulia ha detto...

AUGURI!!!!!!!!!
E io che pensavo che fossi già tornata e facevo già la fila sotto casa tua per gli auguri!!!
vabbè...

paola ha detto...

torno presto..