Se mi guardo indietro mi sembra sia passato un secolo da quando sono partita tutta dubbiosa e incerta dall'aeroporto di Ancona. Anche oggi, allo scoccare dei 2 mesi di permanenza negli Stati Uniti, non perdo l'occasione di dirti quanto sia contenta e soddisfatta di essere qui; non posso certo dire di conoscere New York come le mie tasche (anche se mi muovo orgogliosamente con una certa facilità) o gli americani, ma dopo più di 60 giorni qui le differenze le ho notate, e non sono sempre a loro favore. Gli americani sputano per terra con schifosa soddisfazione di ciò che hanno fatto, come se la loro virilità si concentrasse tutta in quei 10ml si saliva; gli americani succhiano quando bevono il caffè e quando mangiano la zuppa, un'abitudine che di solito attribuiamo agli anziani o ai maleducati, anche se so per certo che in certi paesi è consuetudine.. Appena esce un raggio di sole, tutti con T-shirt e ciabatte, gli americani non soffrono il freddo. Qui sembra che lo spreco sia una moda da seguire: se in Italia ci lecchiamo tutte e 5 le dita prima di buttare la confezione del philadelphia, qui lo cestinano che ce ne è ancora un dito: forse non hanno tempo o non sono abituati a raschiare il fondo.. Gli americani vanno a fare la spesa, vanno a trovare gli amici e si fermano in qualsiasi posto lasciando il motore della macchina accesa: se vai nel parcheggio di qualsiasi supermercato vedi i gas di scarico delle automobili che sputano fumo mentre il proprietario è dentro che riempie le buste della spesa rigorosamente in carta riciclata per rispettare l'ambiente.. lo fanno più che altro perchè l'inverno è molto freddo e la macchina rimane calda e hanno addirittura il telecomando per accenderla da lontano. Gli uomini ci provano con tutte, in ogni modo e in qualsiasi circostanza, e mi è stato riferito che trattano le donne come l'ultima ruota dell carro.. e le ragazze sono molto procaci e non fanno niente per nascondere le loro "grazie", anzi.. L'impressione che ho avuto sugli americani è che credono a tutto: qualsiasi cosa racconti ci credono forse perchè sono abituati a convivere con religioni, culture e usanze talmente differenti che non si meravigliano di niente. Soprattutto per quel che riguarda le pubbicità. A proposito di pubblicità, devo dire che qui il semplice spot per la scatoletta del gatto è un vero cortometraggio con tanto di effetti speciali e 99 volte su 100 la pubblicità che guardi in TV fa morire dalle risate (www.veryfunnyads.com). Non a caso NY in questo campo è imbattibile! Non mi piace che gli americani prendono tutto alla leggera: di sicuro vivono 100 volte meglio, ma è brutto non dare il giusto valore ai sentimenti, e qui gli esempi sono tanti: dal matrimonio (qui si sposano "almeno" 2 volte, e spesso nemmeno il 3° è quello giusto) alle amicizie (è facile essere "pugnalati alle spalle", gli americani sono famosi per questo). E poi la violenza: anche i bambini si atteggiano e dicono cose violente, non hanno un confine tra ciò che si dice per scherzo e ciò che va oltre il linguaggio comune (proprio oggi mi sono sentita dire da un bambino di neanche 6 anni che se aveva un fucile vero mi ammazzava) e di conseguenza non comprendono il valore della presenza degli altri. Pensano solo a se' stessi, se sei in difficoltà difficilmente ti aiutano perchè qui vale la regola del self-made man, quello che si è fatto da solo. Lo vedo anche in classe: se ti viene un esaurimento mentre cerchi di ragionare e capire una lezione stai tranquilla che finchè non alzi la mano o non aspetti di parlare col prof a fine lezione nessuno ti dice niente, nemmeno se il tuo disagio è palese e raramente se chiedi al vicino di banco ti risponde. Al contrario però, devo ammettere che più volte sono rimasta stupita dalla gentilezza di certe persone, soprattutto quando dici che sei italiano. Gli americani adorano gli italiani, ovviamente parlo per NY anche se ho sentito dire che è un amore comune a molti, forse perchè fondamentalmente siamo simili. L'italiano frega il prossimo sotto i suoi occhi, l'americano lo fa alle sue spalle e fino qui tutto il mondo è paese. Spezziamo qualche lancia a favore della bandiera a stelle e strisce, a proposito del lavoro: qui ogni azienda ha gli occhi e le porte dei propri uffici spalancati a favore delle giovani risorse umane. Se ti si laureato da poco, poi, ti prendono ancora più in considerazione. Addirittura alcune compagnie hanno delle sessioni durante l'anno in cui ricevono curriculum e fanno colloqui. Per il curriculum, poi, c'è tutto da imparare: é severamente vietato scrivere data e luogo di nascita, stato civile, religione, sesso e cittadinanza per evitare discriminazioni di ogni tipo; si, qui assumono in base alle capacità, alle esperienze precedenti e quello che sai veramente fare. La scuola infatti permetta molta libertà nella scelta di corsi e orari (anche se ci sono non pochi contro), e nel tempo libero gli americani sono impegnatissimi in attività di vario tipo dal volontariato a qualsiasi comitato o si ritagliano tempo per far parte di qualche prestigiosa associazione: perchè fa curriculum. Si, perchè oltre alle cose che sai fare, è importante scrivere nel resumé che fai parte di qualche organizzazione e che sei quindi una persona impegnata. Gli americani sono completamente dediti al lavoro, raramente si prendono ferie per andare in vacanza ed è difficile anche stare a casa durante le festività: per la moltitudine di religioni che convivono in questo paese, se Pasqua non fosse di domenica si lavorerebbe di sicuro. Sto cominciando a fare paragoni e per molte cose mi sento a casa anche qui; mi sto ambientando bene, sto entrando nel meccanismo (a parte le pugnalate) e se penso alla situazione italiano sono ancora più contenta di stare qui, lontano dai litigi e dagli insulti tra politici. Qui, a parte i candidati a presidenti, non si vede nessuno sul TG. Stranamente i giornalisti danno le notizie col sorriso anche se ovviamente non sempre sono buone. Si, qui curano la propria immagine ma non nascondono una sentimento di forte attaccamento alla propria bandiera. Scusa, ho già parlato troppo, ma non voleva essere una polemica, solo un semplice confronto tra due stili di vita che si inseguono, si scontrano e a volte corrono paralleli, solo che pensandoci.. è forse questo che un po' ci manca?
giovedì 13 marzo 2008
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