La scorsa settima ci sono stati diversi cambiamenti: ho lasciato il corso di sceneggiatura per dedicarmi alla danza. Era tanto che volevo ricominciare ma non ne avevo la possibilita' cosi', dato che devo avere 12 crediti per essere studente full time, ho pensato che 3 corsi di studio con esame annesso erano molto piu' che sufficienti e per alleggerire il tutto ho scelto un corso pratico. Il corso e' Introduction to Dance, la prof sembra Woohpi Goldberg, mi diverto un casino e poi non sono così male come credevo! La mia carta di credito ha deciso di smettere di funzionare e devo ancora finire di pagare il college.. il cash comincia a scarseggiare e speriamo che non mi ritrovi a fare la homeless per le strade di NY!! La mia compagna di stanza non ne vuole sapere di spegnere il ventilatore: per due notti lo ha addirittura tenuto alla velocità 2.. non era tanto il fresco che mi dava fastidio (in camera i riscaldamenti sono a 3o°C!) ma soprattutto le "eliche" del ventilatore stile ATR Ancona-Roma che ti atterra sul tetto.. non ho dormito e venerdì sono andata in palestra per la lezione di kickboxing che qui non si fa con il sacco a terra ma a corpo libero. Che sudata! Per riprendermi un po' dalle fatiche della settimana venerdì sono tornata a "casa" a Newburgh sperando di potermi riposare un po', invece.. Venerdì ho dormito sul divano perchè il letto non era fatto e alle 2 è arrivato Lucas che fa spesso la pipì a letto così ha dormito con me, ma alle 5.30 già scalciava e alle 6.30 aveva già acceso la Tv su Next, il canale dei cartoni animati. Niente da fare, mi si è incollato addosso (però è adorabile!!!!) e mi sono dovuta svegliare, e pensare che fuori c'era un tempo grigio da pioggia che faceva venire voglia solo di starsene sotto le coperte.. Margherita al lavoro, Alfred in montagna, Tyler al baseball e io baby sitting a Lucas. Michela aveva le prove di danza con le "hawkettes" dell'Hudson Valley (si pronuncia "occhett",non aggiungo altro), una specie di cheerleaders per la squadra locale -www.hvhawks.com- e non sarebbe potuta venire a NY con me, ma io ho scaricato il marmocchio dalla vicina e me ne sono andata da sola.. ero un po' titubante perchè avevo un gran sonno arretrato, ma poi ho pensato che se non andavo sabato la prossima occasione sarebbe stata tra 7 giorni, quindi.. alle 13.30 ero sul bus con un tempo orrendo, e mi sono detta che se era brutto anche a NY sarei andata al MoMa, Museum of Modern Art, con la student card è gratis!! invece arrivata a destinazione, non solo era più caldo ma c'era anche qualche spiraglio di sole che faceva capolino tra i grattacieli.. Niente museo, si cammina, e già mentalmente mi ero fatta tutto un percorso mio: dalla 7Ave, la fashion avenue, verso la Lower Manhattan fino al Greenwich Village. Sto leggendo un libro ambientato a NY dove vengono descritte molto bene non solo le strade e le sensazioni che danno ma anche i locali che vi si trovano, così sono andata a scoprirli di persona. Finalmente. Quella era la New York che cercavo: niente grattacieli ma townhouses dai mattoncini rossi con le scale antincendio, strade piccole, negozietti "in" e vintage, accoglienti locali in legno per caffè e un brownie, marciapiedi più stretti ma comunque frequentati non da turisti, ma da giovani newyorchesi ben vestiti che spesso si tenevano a braccetto; eggià, solo quando sono tornata a casa ho saputo che Greenwich è conosciuto anche per essere frequentato da gay, e che gay.. certi gnoccoloni!! Ho provato ad entrare da Marc Jacobs ma era impossibile, così mi sono diretta nel negozietto davanti, molto simile al Nolita di Senigallia, e la commessa, Annie, mi è stata addosso tutto il tempo.. evidentemente lavora a percentuale. Non ho comprato niente ma le ho detto che ci tornerò presto. In Perry St. sono andata alla ricerca della casa di Carrie Bradshaw (solo per vere intenditrici!), ho visto il Sushi Samba (sempre Sex and the City) e il DOMA cafè che sta sulla copertina del libro che sto leggendo. Passando ho visto anche la recinzione di un parcheggio piena di ricordi, pensieri e oggetti fatti a mano sull' 9/11. Troppa tristezza, ho preso un dolcetto da mangiare per strada e sono ripartita verso midtown. La stanchezza si faceva sentire e cominciava ad essere buio: non essendo una zona molto trafficata ho deciso di cercare la subway e forse avrei fatto in tempo anche a fare un salto al MoMa; la macchina per fare il biglietto non mi prendeva i soldi quindi me la sono rifatta tutta piedi..!! però non è stato un peso perchè dava troppo gusto camminare per strada con le luci che cominciavano a scintillare al buio! me la sono presa comoda e sulla via del ritorno mi sono fermata anche a comprare qualche T-shirt: da quando sono arrivata non ho fatto mai il bucato e sto per finire le maglie pulite.. una tappa shopping era obbligatoria. Ho trovato magliette 6 dollari supercarine della marca Bitten firmate da Sarah Jessica Parker, e ci tengo a dire che non le ho comprate perchè portano la sua firma ma perchè erano davvero crine e costavano una cavolata. Non ancora del tutto esausta, mi sentivo così felice, tranquilla e leggera che ho superato i dimostranti tifosi di Hilary Clinton e i cinesi che festeggiavano il loro capodanno a Times Square per andare al Marriott Marquise dove vendono biglietti per i musical a metà prezzo. Purtroppo sono arrivata tardi per l'ultimo spettacolo, ma sarei andata volentieri anche da sola: NY è la città per tutti, soli, in compagnia, tristi, felici, senza soldi, speranzosi, bisognosi di spazio, chi è di fretta e chi passeggia, curiosi, stanchi, chi cerca e chi trova.. anche chi non cerca prima o poi qui trova qualcosa..
martedì 5 febbraio 2008
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